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Past, L'umanesimo che sa raccontare

Podcast Museo: Radio Accademia

21 Gennaio 2021
Le opere della Galleria dell’Accademia di Firenze raccontate dagli studenti dell’Accademia di belle arti. Dietro le quinte di Radio Accademia

Una prova d’esame in forma di podcast, per un corso dell’Accademia di belle arti di Firenze, che diventa podcast ufficiale di un museo, la Galleria dell’Accademia: questo è Radio Accademia.

Un progetto con tre grandi ispiratori: la docente del corso di Didattica del museo Federica Chezzi che ha avuto l’idea dei podcast, il direttore dell’Accademia Claudio Rocca che ha voluto dare una veste ufficiale all’idea proponendo la collaborazione con la Galleria dell’Accademia, e la direttrice della Galleria Cecilie Hollberg che ha accolto la proposta con entusiasmo.

Podcast di scuola

Gli studenti si sono misurati con la descrizione di alcune opere, scelte liberamente tra una rosa proposta dalla Galleria. Hanno realizzato circa 80 podcast tra cui poi Chezzi, Hollberg e gli storici dell’arte del museo hanno scelto i nove da pubblicare. E proprio in questi giorni gli studenti del nuovo anno sono alle prese con altre opere della Galleria: presto avremo nuovi podcast!

Come è nata l’idea? Chezzi in verità non è una neofita dei podcast: ne ha già prodotti in passato e nell’autunno del 2019 aveva fatto realizzare dei podcast agli studenti del corso di Didattica della multimedialità. Poi però, dovendo fare lezione di Didattica museale durante il lockdown, ha pensato di riproporre lo stesso format così che gli studenti potessero realizzare dei prodotti di comunicazione anche da casa. A quel punto, però, Rocca ha voluto che gli sforzi degli studenti non rimanessero all’interno della scuola ma fossero apprezzati da tutti.

“Gli studenti sono stati formati dal Sound designer Saverio Damiani che ha spiegato loro come reperire suoni e musiche, e come fare il montaggio” racconta Chezzi. “E loro si sono impegnati tantissimo. Abbiamo avuto delle belle sorprese, specie tra gli studenti di Multimedialità: una di loro ha creato un jingle, un’altra ha composto musiche che lei stessa ha cantato mentre il fratello suonava. Però anche tra i ragazzi di Didattica museale si sono scoperti dei veri talenti”.

Come Marco di Coscio che, con piglio da grande attore, ha vestito i panni (pardon: la voce) del Leonardo da Vinci morente di Cesare Mussini. O Margherita Bonvino, speaker radiofonica, che si è immedesimata nella Maria dell’Annunciazione con voce molto evocativa, anche se forse un po’ troppo impostata. O il duo Caterina Cencioni e Giulia Girolami che ha sì ripreso il cliché delle opere che ‘si svegliano’ a museo chiuso, ma ha tessuto un dialogo tra due Prigioni di Michelangelo veramente esilarante.

Perché Radio Accademia

Chezzi ci tiene a sottolineare quanto questi podcast siano ‘home made’. “Tutte le registrazioni sono state effettuate dagli studenti con il cellulare, utilizzando come studio improvvisato gli angoli più disparati delle loro case, dagli armadi ai rispostigli. C’è stato persino chi, alla ricerca del suono migliore, ha inciso il parlato sotto le coperte”. E poi è intervenuto Damiani a livellare e ripulire l’audio dei racconti scelti.

“Ma è proprio per la caratteristica sonora delle registrazioni che insieme a Cecilie Hollberg abbiamo pensato al nome Radio Accademia: il suono ci ricordava un po’ quello delle trasmissioni radiofoniche di una volta, delle prime radio libere”, continua. Una motivazione molto diversa da quella che ha portato alla nascita di Radio Gamec di cui abbiamo già parlato, ma sicuramente interessante. Pare proprio che la parola Radio piaccia molto ai musei che fanno podcast: evoca una tradizione di successo a cui richiamarsi.

E ancora Chezzi: “Con la didattica a distanza perdi molto il contatto con gli studenti, te li vedi come svanire tra le dita. Invece poi capisci che per i loro podcast s’impegnano al massimo, che studiano tanto e sono entusiasti, motivatissimi: quando li ho ascoltati mi sono commossa”.

Libertà e fantasia

“Ho accolto con grande entusiasmo la proposta di collaborazione con l’Accademia di bella arti da cui di fatto il nostro museo è nato” commenta Hollberg. “Non sapevo bene cosa attendermi, ma di una cosa ero certa: i giovani sanno sempre essere più liberi e fantasiosi di noi. E infatti i loro podcast ci hanno veramente sorpresi! Sono proprio felice di proporli nel nostro sito web”.

I podcast raccontano singole opere e sono molto più utili come guida alla visita del museo, che come narrazione audio da ascoltare all’esterno. Alcuni sono un po’ troppo didascalici e tutti, pur inventando storie, rimangono tematicamente all’interno del mondo dell’opera e del suo autore. Mentre, in verità, qualche idea fuori dagli schemi, magari un po’ irriverente o con accenni a temi d’attualità, ce la saremmo aspettata. Però sono davvero delle buone guide all’opera: aiutano ad apprezzarla facendola sentire non distante ma amica.

Ci auguriamo dunque che questi podcast possano uscire dal sito web del museo e venire proposti anche nelle principali piattaforme di podcasting. E attendiamo con ansia le nuove puntate!

Però intanto, mi raccomando, ascoltatevi tutte quelle che ci sono già.

Autore

  • ​Tre passioni: il mondo antico, la scrittura, i viaggi. La curiosità e l’attrazione per ciò che è diverso perché lontano nello spazio, nel tempo o nel pensiero. La voglia di condividere con tanti le belle scoperte quotidiane. Condividerle attraverso la scrittura. Un solo mestiere possibile: la giornalista che racconta il passato del mondo. Scrive su temi di archeologia, comunicazione dei beni culturali, uso contemporaneo del passato, turismo culturale per i quotidiani La Repubblica e Il Sole 24 ore, e per diverse riviste italiane e straniere. Dirige il Magazine e il Journal di Archeostorie.

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2 Commenti

  1. Marta

    Che bella iniziativa!! Condivido!

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    • retro

      Grazie!

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