Cos’è l’amigdala e perché ne parliamo

amigdala
Il termine amigdala deriva dal greco, significa 'mandorla' e indica una classe di strumenti molto importanti.

Alzi la mano chi, almeno una volta nella vita, ha provato a spiegare a un amico non-archeologo perché sono importanti gli strumenti in pietra come l’amigdala realizzati nel Paleolitico e si è sentito rispondere “Sì, ma i vasi greci e romani sono più belli”. Vi è capitato, vero?

Eppure, si tratta spesso di strumenti che hanno rappresentato cambiamenti molto importanti per i nostri antenati e addirittura un avanzamento delle conoscenze umane. Fanno parte di un percorso che ci ha resi quello che siamo. Proprio le amigdale, in particolare, dovrebbero far brillare gli occhi e accendere l’interesse di tutti…

Cos’è l’amigdala

Amigdala è una parola greca che significa ‘mandorla’ e che viene utilizzata in diversi ambiti. In archeologia, serve a indicare una pietra che ricorda più o meno vagamente la forma di una mandorla, della grandezza di un pugno, modellata a partire da grossi ciottoli oppure da nuclei di selce su entrambi i lati appositamente per avere due facce simmetriche e dei bordi taglienti. Proprio a causa di queste due facce, il termine tecnico scientifico con cui viene definita l’amigdala è ‘bifacciale’.

Ma a cosa servivano le amigdale? Quando iniziano ad essere prodotte? E perché sono così importanti per l’evoluzione del pensiero umano? Scopritelo, ascoltando la nuova puntata di Archeoparole.

Ascolta la puntata dedicata all’amigdala

Ascolta “10 – Amigdala: perché dovrebbe farti emozionare?” su Spreaker.

Iscriviti alla nostra newsletter



LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here