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Santuario di San Casciano dei Bagni: era internazionale

31 Marzo 2021
A sei mesi dalla chiusura dello scavo, pubblicato il volume sul Santuario termale di San Casciano dei Bagni. Trovate dediche a molte divinità

Non capita spesso che l’annuncio di una scoperta archeologica, a meno di sei mesi dal termine della campagna di scavo, sia contestuale alla pubblicazione e persino alla musealizzazione dei materiali. Anzi, non capita quasi mai. È accaduto oggi a Siena quando l’annuncio delle ultime scoperte nel santuario romano di San Casciano dei Bagni, è avvenuto in concomitanza con la presentazione del volume.

Tante divinità riunite

Se l’estate scorsa si era annunciata la scoperta del “Santuario di Apollo” (ne abbiamo scritto anche noi di Archeostorie), ora sono venuti alla luce anche altari in travertino con dediche a Fortuna Primigenia e a Iside, e una statua in marmo di Igiea che fa pensare subito all’altare trovato in zona nel Cinquecento con dedica a lei e a suo padre Asclepio. Insomma a San Casciano, nell’area significativamente chiamata Monte Santo (nomen omen), c’era un santuario legato alle acque salutari dove si chiedeva la salvezza a più divinità.

Un santuario che impegnerà le ricerche ancora per lungo tempo, ma già ora abbiamo la pubblicazione scientifica di quanto emerso finora, e dal 24 aprile prossimo si potranno ammirare tutti i reperti rinvenuti all’interno di una ricostruzione del santuario nell’atrio della sede del Comune di San Casciano. E le vetrine sono concepite in modo da ospitare tempestivamente in futuro ciò che di volta in volta emergerà dagli scavi.

Statua marmo Igiea

Santuario di San Casciano dei Bagni, statua in marmo di Igiea

Una seria programmazione

Tutto merito di un’amministrazione comunale che ha pianificato i lavori con grande cura: ricognizioni sul terreno, prospezioni geofisiche, la redazione di carta archeologica e piano paesaggistico, l’acquisto del terreno, e finanziamenti garantiti nel tempo fino alla musealizzazione e la restituzione dell’area ai cittadini. “È un impegno importante e una promessa, frutto del lavoro di una grande squadra composta da istituzioni e cittadini che lavorano assieme per un obiettivo comune”, ha dichiarato oggi la sindaca Agnese Carletti. Lavoro avviato già dal suo predecessore che ha voluto finalmente verificare quel che le cronache locali dicono sin dal Cinquecento, quando vennero alla luce i primi resti romani in zona.

Col tempo, però, si fece strada l’idea che vi fosse uno stabilimento termale romano, piuttosto che un vero santuario. Perciò è stata grande la sorpresa l’estate scorsa quando, nell’ultimo giorno prima della chiusura dei lavori, ha fatto capolino l’altare con dedica ad Apollo. Ma proprio per questo bisognava continuare a scavare: per portare subito alla luce l’altare e quel che vi era attorno.

Triaria e famiglia

Così si è lavorato a settembre e ottobre e sono comparsi gli altri altari e la statua. Tutti riferiti alla medesima persona, una certa Triaria per la quale, verso la fine del II secolo d.C., diversi familiari chiesero la guarigione e poi, una volta guarita, ringraziarono gli dei ‘per grazie ricevuta’. “Triaria faceva probabilmente parte di un’influente famiglia senatoria che all’epoca aveva possedimenti in zona e forse anche un controllo diretto sul santuario” racconta Jacopo Tabolli, archeologo della Soprintendenza per le provincie di Siena Grosseto e Arezzo e coordinatore del comitato scientifico. “E il fatto che gli altari siano stati posti ‘a bordo vasca’ dà l’idea di un comportamento da parvenu: erano sì potenti famiglie senatorie, ma non troppo raffinate”.

San Casciano dei Bagni veduta scavi dall'alto

San Casciano dei Bagni: veduta degli scavi dall’alto

Tutta la storia del santuario di San Casciano dei Bagni

Il volume ricostruisce però tutta la storia del santuario, venuto alla luce proprio a fianco del cosiddetto Bagno Grande usato ancora oggi, e alimentato dalla stessa fonte. Era un santuario molto grande con edifici e vasche digradanti lungo la collina, anche se al momento gli scavi si sono concentrati sul propileo d’ingresso e sul grande edificio con portico colonnato aperto su una vasca centrale rotonda.

E benché abbia raggiunto il suo apice nel II secolo, forse anche a seguito della peste antonina che ha mietuto tantissime vittime in Val di Chiana, il primo edifico è di epoca augustea, e il tutto continuò a sopravvivere anche con l’avvento del cristianesimo, quando furono smantellati gli edifici sacri ma non le vasche. E le lucerne con la croce rinvenute, fanno capire che i cristiani le frequentavano.

La presenza di dediche a così tante divinità è veramente curiosa, specie quella a Fortuna Primigenia che conosciamo solo per il suo grande santuario di Palestrina. Jacopo Tabolli parla senza esitazione di un “santuario internazionale”, di cui in futuro si dovrà capire bene l’importanza.

cavallo San Casciano dei Bagni

Testa di cavallo in bronzo da San Casciano dei Bagni. Siena, Museo Bologna-Bonsignori

Una vera sorpresa

Al suo interno aveva opere raffinatissime, a giudicare dalle due teste di cavallo in bronzo che si trovano ora al Museo Bologna-Bonsignori di Siena, e che provengono sicuramente da lì. Appartengono infatti alla collezione del ‘piccolo e patrio museo sancassianese’ allestito a San Casciano nel Settecento con reperti etruschi e romani provenienti per buona parte dall’area di Bagno Grande, ma poi dichiarata perduta. Mentre ora Tabolli l’ha trovata tutta integra a Siena. Un’ulteriore bellissima sorpresa di questa ricerca.

Tabolli però, da bravo etruscologo, attende con ansia la prosecuzione dello scavo quando si comincerà a indagare l’interno della grande vasca, andando così indietro nel tempo. Perché tutt’intorno al santuario sono venute alla luce decine e decine di ex voto, soprattutto orecchie di bronzo e piombo. “E moltissime gocce di piombo che – spiega – richiamano il rituale etrusco per il dio Suri, il dio guaritore degli Etruschi legato al mondo sotterraneo: in suo onore si fondeva il piombo lasciandolo poi colare a terra a intervalli regolari”. Tabolli è certo di trovare testimonianze etrusche: “Come anche altrove in Etruria, è possibile che i Romani si siano appropriati di un luogo già sacro agli Etruschi”.

Scavare da quelle parti non è semplice: è una lotta senza fine contro acque affioranti e fango caldo. E le ristrettezze imposte dalla pandemia complicano ulteriormente le cose. Staremo a vedere cosa emergerà dal fango nei prossimi mesi.

Ricostruzione San Casciano dei Bagni

Santuario di San Casciano dei Bagni, ricostruzione

 

Il Santuario Ritrovato. Nuovi scavi e ricerche al Bagno grande di San Casciano dei Bagni
a cura di Emanuele Mariotti e Jacopo Tabolli
pagine 272, Casa editrice Sillabe 2021

Autore

  • ​Tre passioni: il mondo antico, la scrittura, i viaggi. La curiosità e l’attrazione per ciò che è diverso perché lontano nello spazio, nel tempo o nel pensiero. La voglia di condividere con tanti le belle scoperte quotidiane. Condividerle attraverso la scrittura. Un solo mestiere possibile: la giornalista che racconta il passato del mondo. Scrive su temi di archeologia, comunicazione dei beni culturali, uso contemporaneo del passato, turismo culturale per i quotidiani La Repubblica e Il Sole 24 ore, e per diverse riviste italiane e straniere. Dirige il Magazine e il Journal di Archeostorie.

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