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Mostra Eurasia: un perfetto gioco di squadra

16 Gennaio 2016
Un archeologo, una storica dell’arte, un architetto: è questa la squadra vincente della mostra Eurasia, fino alle soglie della storia, visitabile al Palazzo di città di Cagliari fino al 10 aprile. Una squadra che ha lavorato in sintonia per dare vita a un vero show. Sorprendente.

Un archeologo, una storica dell’arte, un architetto: è questa la squadra vincente della mostra Eurasia, fino alle soglie della storia, visitabile al Palazzo di città di Cagliari fino al 10 aprile. Una squadra che ha lavorato in sintonia per dare vita a un vero show. Sorprendente.

Stupisce per più motivi. Innanzitutto perché gli oggetti in mostra sono a dir poco sensazionali. Vengono per buona parte dal Caucaso, dalle tombe caucasiche risalenti al IV e persino al V millennio a.C. Sono oggetti in oro, argento, bronzo, corno, ambra e pietre preziose, tutti lavorati in modo sublime: moltissimi gioielli ma anche spade, pugnali, statuine in metallo, fibbie, vasi. La loro perfezione, o il realismo nel caratterizzare uomini e animali, trasmettono un fascino irresistibile. C’è buona parte dei corredi funerari dalle due tombe del tumulo di Majkop che da soli valgono la mostra. Ma perché mostrare a Cagliari gli splendori antichi del Caucaso?

Eurasia: la preziosa collaborazione tra il Comune di Cagliari e il Museo Ermitage

Qui entra in gioco il primo dei nostri eroi: il Soprintendente archeologo della Sardegna Marco Minoja. La mostra è la prima di una serie di attività culturali previste nell’ambito di un protocollo di collaborazione tra il Comune di Cagliari e il Museo Ermitage di San Pietroburgo. Alla base c’è insomma un significativo accordo di politica e scambi culturali. E Minoja ha saputo magnificamente creare un’idea di mostra che tenesse uniti il Caucaso e la Sardegna sotto il nome del grande continente Eurasia. Ha provato a spiegare ai sardi che, benché le loro culture antiche siano estremamente importanti e singolari, in realtà non sono poi così originali come credono. Sono state anch’esse parte di un grande movimento che, tra età della pietra e dei metalli, ha fatto viaggiare pratiche, oggetti e saperi tra Caucaso e Mediterraneo, e verosimilmente dall’uno all’altro.

Minoja ha suddiviso la mostra in quattro grandi aree, ognuna protagonista di un cambiamento epocale: Tuttigiorni cioè la casa e la vita quotidiana, completamente modificate dallo stile di vita sedentario e dai nuovi strumenti; Rivoluzionemetalli che ha introdotto nuove tecniche e produzioni in serie; Poterevanitas cioè la nascita, nei villaggi, degli scambi che hanno creato ricchezza e di conseguenza potere; Bovemachina, il rapporto vitale con gli animali, alleati dell’uomo in questa grande rivoluzione ma anche, per la loro forza e velocità, simbolo per eccellenza di supremazia. Minoja ha creato dunque una griglia potente per collocare secondo logica i quasi 400 oggetti selezionati per l’occasione da Yuri Piotrovsky dell’Ermitage, e accostare loro oggetti contemporanei di Sardegna. Così da notare, a volte in modo sorprendente, similitudini di motivi decorativi, forme, pensieri. Gli oggetti sardi non sono molti perché, ovviamente, basta fare qualche passo fino al Museo archeologico di Cagliari per ammirare le belle madri neolitiche, i curiosissimi bronzetti nuragici, i sorprendenti giganti di Mont’e Prama.

Avvicinare le persone alla preistoria

Entra quindi in gioco il secondo eroe e fulcro della triade, la direttrice dei Musei civici cagliaritani Anna Maria Montaldo. Aveva un’unica certezza, voleva avvicinare la gente alla preistoria attraverso il contemporaneo. “Perché in fondo – ha spiegato ad Archeostorie – le mostre di archeologia sono un po’ tutte uguali. Dovevo trovare qualcosa che aiutasse i visitatori a immergersi completamente nella preistoria”. Ci voleva insomma una storica dell’arte per capire che in fondo, per quanto spettacolare, la nostra storia più antica è ostica ai più. Per voler escogitare a ogni costo qualcosa di forte che facesse risaltare tutta la potenza della perfezione antica. L’ha trovato grazie all’architetto Angelo Figus, il terzo eroe.

Eurasia, mostra

Eurasia, reperti in esposizione.

Vetrine specifiche per dare risalto agli oggetti

In realtà, Figus è più stilista che architetto. O meglio è entrambe le cose. E quel che più conta, non ha mai avuto a che fare né con l’arte antica né con l’archeologia. Si è avvicinato a quegli oggetti sublimi con umiltà, a differenza di molti suoi colleghi. Lui star di fama internazionale, non ha voluto imporre una sua visione, ma ha messo la propria genialità al servizio dell’idea di Minoja e degli oggetti. Ha pensato come far risaltare al meglio gli oggetti, ha disegnato vetrine specifiche per ciascuno di loro. Inserendole però in quattro ambienti belli, splendenti, potenti che sanno interpretare le quattro sezioni. La sala dei metalli pare la fucina di Vulcano; la vita di casa trasmette l’idea di stanzialità, immersa com’è in un campo di grano; il potere ha il colore bianco della purezza e della distanza, e le forme delle pietre preziose; mentre gli animali sono inseriti in grandi ruote di finto legno, a simboleggiare la potenza rivoluzionaria dell’unione dei due. E in ogni sala giganteggiano dei video che calano ancor più il visitatore in medias res, tra le steppe dell’Asia e gli altipiani della Sardegna. Così facendo, “servendo” l’archeologia, Figus ha realizzato quattro vere opere d’arte contemporanea.

Vorrei che tutti si avvicinassero a questi oggetti con leggerezza”, dice. Leggerezza, spontaneità: questo ci vuole quando si parla di gente in fondo come noi, che come noi millenni fa ha calcato questo suolo. “Se siamo qui oggi è grazie a loro – continua – L’archeologia dovrebbe entrare nelle case di tutti noi come la tivù”. Certo, se guardiamo i costi, questo non è stato un allestimento “leggero”, ma la Fondazione Banco di Sardegna ha fatto la propria parte. Insomma è una mostra che palesemente non ha badato a spese. Però le code all’ingresso nel periodo di Natale paiono darle ragione.

EURASIA. FINO ALLE SOGLIE DELLA STORIA
Capolavori dal Museo Ermitage e dai Musei di SardegnaCAGLIARI, PALAZZO DI CITTÀ, FINO AL 10 APRILE 2016
Orario: da martedì a domenica, 10.00 – 18.00
Info: 0706776482
www.museicivicicagliari.it; www.cagliari2015.eu

Autore

  • ​Tre passioni: il mondo antico, la scrittura, i viaggi. La curiosità e l’attrazione per ciò che è diverso perché lontano nello spazio, nel tempo o nel pensiero. La voglia di condividere con tanti le belle scoperte quotidiane. Condividerle attraverso la scrittura. Un solo mestiere possibile: la giornalista che racconta il passato del mondo. Scrive su temi di archeologia, comunicazione dei beni culturali, uso contemporaneo del passato, turismo culturale per i quotidiani La Repubblica e Il Sole 24 ore, e per diverse riviste italiane e straniere. Dirige il Magazine e il Journal di Archeostorie.

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