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Past, L'umanesimo che sa raccontare

Management per l’archeologia: un manuale necessario

1 Settembre 2021
Un manuale di management per l’archeologia del XXI secolo, un'archeologia utile alla società, motore di sviluppo ed economicamente sostenibile

È un libro necessario, quello scritto a quattro mani dall’archeologa (e socia di Archeostorie) Carolina Megale e dall’economista Stefano Monti. Un libro che dovrebbero leggere tutti gli studenti di archeologia, e non solo. Perché è molto più di un ‘manuale di management per l’archeologia‘, come recita il titolo. Non è una sorta di ‘management for dummies’ ma ragiona su come l’archeologo può interpretare e fare propri i principi del management. E soprattutto inserisce le necessarie (e utilissime) norme, nozioni e procedure all’interno di un filo conduttore preciso: lo scavo del XXI secolo deve partecipare alla crescita culturale e sociale di un territorio e produrre ricchezza per il territorio; e, così facendo, sostenersi economicamente.

Archeologia è impresa

L’impresa archeologica deve perciò superare il modello organizzativo finalizzato al solo scavo in sé: deve ampliare lo sguardo al territorio in cui opera e, sin dal progetto iniziale, all’intero processo che dallo scavo porta alla tutela, alla valorizzazione e alla promozione. “Scavare o non scavare? e una volta scavato, reinterrare o valorizzare?” Sono domande che – chiariscono Megale e Monti – l’archeologo si deve porre non solo sulla base di ragionamenti scientifici, ma valutando bene il contesto e i possibili sviluppi futuri. Insomma deve chiedersi: il mio scavo riesce a sostenersi economicamente nel tempo, procurando lavoro a tanti professionisti? risponde a esigenze concrete dei cittadini? può contribuire a creare valore e benessere per i cittadini? può generare valore aggiunto per il territorio?

Ecco dunque che il manuale si offre come una guida per procedere con metodo e rigore: fare le necessarie analisi preliminari identificando le realtà esistenti in zona, tra potenziali partner e competitor; definire con acume il progetto culturale e il valore aggiunto che lo scavo intende portare sul territorio; elencare con precisione le varie attività facendo convivere sin dall’inizio lo scavo con il coinvolgimento dei cittadini, affinché questi si sentano da subito partecipi della ricerca del passato e possano contribuire sia materialmente che finanziariamente; identificare le competenze necessarie e stabilire un’organizzazione del lavoro chiara e precisa; definire i centri di costo e di ricavo così da valutare l’economicità del progetto, e di conseguenza definire le priorità e gestire strategicamente l’organizzazione del lavoro; porsi obiettivi di breve, medio e lungo periodo – proiezioni economico finanziarie ma anche di carattere culturale e sociale – e definire le attività e le risorse necessarie a raggiungerli. Infine, dopo aver dato indicazioni chiare su come redigere un business plan, il libro offre spunti per valutare l’impatto di un’impresa archeologica sul territorio non solo dal punto di vista economico ma anche sociale e culturale.Poggio del Molino

Storia di una vita

È un testo astratto solo in apparenza perché è in realtà il racconto di una vicenda molto concreta: l’avventura di Carolina Megale allo scavo di Poggio del Molino, in comune di Piombino. Carolina si è dovuta misurare innanzitutto con la necessità di finanziare lo scavo e pagare i professionisti, a partire da se stessa. Ha coinvolto i cittadini sin dall’inizio, dal 2008, convinta da sempre che il nostro patrimonio culturale appartenga a tutti. Quando tutti noi abbiamo cominciato a conoscere e usare le parole crowdfunding e crowdsourcing, per lei erano quotidianità già da un pezzo. Ha aderito al programma di citizen science di Earthwatch Institute – dove i volontari si fanno carico sia delle proprie spese di vitto e alloggio che della copertura del budget dello scavo – e per la prima volta si è trovata a fare i conti con report scientifici e finanziari, e la descrizione precisa e documentata di obiettivi e ricadute sociali. Quando poi nel 2014 il Comune ha acquistato il terreno dove lei scava, si è giustamente sentita in dovere di aumentare le già molte iniziative pubbliche che metteva in campo, dando vita al Parco di archeologia condivisa dove oggi la gente può fare attività all’aria aperta accanto agli archeologi, seguendo e partecipando al loro lavoro.

Megale ha raccontato la sua storia nel capitolo Anche gli archeologi fanno crowdfunding del nostro primo libro collettivo Archeostorie. Manuale non convenzionale di archeologia vissuta. Ma era oramai il 2015. Ora grazie all’incontro con Stefano Monti – consulente per imprese culturali – ha saputo anche definire e strutturare meglio le proprie attività così da trasformarle in una vera e propria impresa culturale al servizio dei cittadini. Ora gestisce lo scavo di Poggio del Molino e anche i musei di Populonia e di Scarlino. La sua originaria associazione culturale si è trasformata nel gruppo Past Experience di cui fanno parte una fondazione, una società a responsabilità limitata e due associazioni culturali. Insomma la storia di Megale dimostra che con l’archeologia si può campare, se ci si rimbocca le maniche e si gestisce il tutto a dovere. Si può anche avere un proprio scavo di ricerca, senza essere costretti a fare solo indagini per conto delle soprintendenze o delle imprese, nel caso degli scavi di emergenza.

Insegnare il management per l’archeologia a tutti

Questo manuale è il mio contributo per tutti gli archeologi che vogliono realmente fare il lavoro che piace” racconta Megale ad Archeostorie. “Quando sei studente, c’è sempre qualcun altro che organizza il lavoro. Così quando ti trovi a gestire tutto in prima persona, non sai da dove cominciare, mentre certe nozioni di management si dovrebbero imparare a scuola, almeno nelle Scuole di specializzazione. Devono far parte della forma mentis di ogni archeologo, visto che uno scavo archeologico è a tutti gli effetti un’impresa. Con questo manuale ho voluto mettere la mia esperienza – le mie intuizioni e anche i miei errori – a disposizione di tutti gli studenti e futuri professionisti. Sono partita dalla definizione di ‘filiera archeologica’ del mio maestro Daniele Manacorda (autore dell’introduzione al libro), mentre Stefano Monti ha dotato il testo del giusto vocabolario e della corretta inquadratura ‘manageriale’. E mi auguro che tanti vogliano seguire le nostre indicazioni”.

Impresa, management, possibilità di gestire un proprio scavo di ricerca grazie al contributo dei cittadini e a vantaggio dei cittadini, senza confidare unicamente nei contributi pubblici. Megale e Monti propongono un metodo concreto, al passo con i tempi e di successo. Questa è la vera archeologia contemporanea: indietro non si torna.

Manuale di management per l'archeologia

Carolina Megale, Stefano Monti
Manuale di management per l’archeologia. Processi e procedure per l’archeologia nella società contemporanea
McGrawHill 2021, pagine 236, euro 25

Autore

  • ​Tre passioni: il mondo antico, la scrittura, i viaggi. La curiosità e l’attrazione per ciò che è diverso perché lontano nello spazio, nel tempo o nel pensiero. La voglia di condividere con tanti le belle scoperte quotidiane. Condividerle attraverso la scrittura. Un solo mestiere possibile: la giornalista che racconta il passato del mondo. Scrive su temi di archeologia, comunicazione dei beni culturali, uso contemporaneo del passato, turismo culturale per i quotidiani La Repubblica e Il Sole 24 ore, e per diverse riviste italiane e straniere. Dirige il Magazine e il Journal di Archeostorie.

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