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Welcome to Siracusa: una app per il turista tecnologico

12 Gennaio 2016
Welcome to Siracusa è la app per smartphone e tablet che consente di conoscere i resti antichi della città grazie a un pratico QR code. La nostra recensione
Davanti allo splendido teatro greco di Siracusa in calcare bianco, il turista moderno che fa? Se non è coinvolto in una visita guidata e non ha con sé la (romantica, ma ingombrante e demodé) guida cartacea, afferra il proprio cellulare e trae da lì le informazioni necessarie. Ha due possibilità: una è consultare Wikipedia; l’altra, forse la migliore, è utilizzare “Welcome to Siracusa“, l’apposita applicazione per smartphone e tablet disponibile da giugno 2014.

Questo strumento multimediale è stato realizzato in seno al progetto Smart cities, iniziativa dell’Anci, Associazione nazionale dei comuni italiani, per lo sviluppo tecnologico, ambientale, culturale ed economico delle città italiane in ottica “intelligente”.

Siracusa è stata selezionata grazie al bando “Energia da fonti rinnovabili e ICT per la sostenibilità energetica”, promosso da Cnr e Anci, con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio storico, artistico e archeologico e nel contempo di monitorare lo stato di salute della città attraverso un sistema integrato di sensori posti su totem, auto e biciclette della polizia municipale. L’iniziativa è in collaborazione con vari istituti del Cnr: l’Istituto per i beni archeologici e monumentali (Ibam), l’Istituto di biometereologia (Ibimet), l’Istituto per le tecnologie della costruzione (Itc) e l’Istituto per la sintesi organica e la fotoreattività (Isof).

Tempio di Apollo, Welcome to Siracusa

La app Welcome to Siracusa aiua a conoscere diversi luoghi antichi della città, tra cui il tempio di Apollo.

Come funziona Welcome to Siracusa

Il metodo utilizzato è ormai quello collaudatissimo del QR-Code: una volta scaricata l’applicazione sul proprio cellulare o tablet, si gira per la città alla ricerca dei punti di interesse archeologico segnalati dalla mappa georeferenziata integrata. Raggiunto il punto, si cerca la targhetta con il QR-Code, si inquadra e si scatta. Le informazioni disponibili, a questo punto, sono di vario tipo: testuali, video, fotografiche.

I pro

La app è di facile utilizzo. Le schede monumento, ben fatte e con informazioni precise e puntuali, hanno due livelli di approfondimento: il primo è un riassunto della storia dell’edificio (per chi va di fretta); il secondo spiega un po’ più nel dettaglio le fasi costruttive, le vicende storiche, i diversi utilizzi del monumento. È possibile anche selezionare il racconto video, accattivante e immediato, che riporta oltre alla storia dell’edificio, anche la sua ricostruzione 3D. Le fotografie aeree, riprese da drone, risultano infine utili per avere una visione d’insieme dell’intera zona.

I contro

Mappe a confronto, si nota subito una discrepanza: i punti di interesse inclusi nella app sono molto pochi (3 a Ortigia e 11 nell’area della Neapolis e del teatro) e riguardano solamente i resti archeologici della città, mentre quelli del sito, con tanto di brevi schede esplicative, comprendono anche monumenti di altro tipo, come chiese, portali, edifici di età medievale o borbonica. L’applicazione, al momento, propone dunque un tour squisitamente archeologico: una scelta non proprio felice in un’ottica di valorizzazione complessiva del territorio.

Il sistema informativo è costituito dalle targhette coi QR-Code e dai totem interattivi multimediali, che dovrebbero fornire informazioni turistiche e ambientali. Le targhette, però, sono molto piccole e non sempre risultano visibili (se non ne conosci l’esistenza, è difficile trovarle), mentre i totem attualmente non sono funzionanti e questo limita molto la fruizione.

I video, infine, sono probabilmente stati pensati per uno schermo più grande di quello del cellulare: tutte le scritte che compaiono non sono leggibili perché troppo piccole e questo è un peccato, perché avrebbero fornito qualche dato in più.

Welcome to siracusa, duomo

Duomo di Siracusa.

A parte questo, Welcome to Siracusa è una buona idea per il turista sempre incollato al proprio smartphone: consente di avere una visione d’insieme dei resti archeologici, permette di capire meglio i monumenti e di “vederli”, grazie alle ricostruzioni, all’epoca del loro antico splendore. Ma soprattutto, non pesa come una guida. Un’applicazione decisamente consigliata.

Autore

  • Archeo-giornalista e ambientalista convinta, vede il recupero della memoria e la tutela del paesaggio e del territorio come due facce complementari di una stessa medaglia. Scrive per raccontare quello che ama e in cui crede. Per Archeostorie, coordina la sezione Archeologia & Ambiente ed è responsabile degli audio progetti. Nel tempo libero (esiste?) scatta foto, legge e pratica Aikido.

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