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Scoperta a Torcello: Venezia è nata carolingia e non bizantina

24 Luglio 2020
Trovati a Torcello affreschi del IX secolo, i più antichi mai scoperti a Venezia. Raccontano una storia molto diversa sulle origini della città

A Torcello!

“Ma non sono di Venezia, vero?” “Sì proprio di Venezia. Anzi meglio, di Torcello!”. Non credeva ai propri occhi l’epigrafista Flavia de Rubeis di fronte a quel che l’archeologo Diego Calaon le mostrava in foto: affreschi del IX secolo, i più antichi mai trovati a Venezia. E corredati da didascalie dipinte con una grafia chiaramente carolingia. Questo mentre da sempre si dice che Venezia è stata l’irriducibile baluardo dell’Impero bizantino in occidente. Erano ancora i giorni del lockdown, ma de Rubeis non ha resistito: ha preso il primo treno da Roma e si è catapultata a Torcello per vedere quella ‘stranezza’ di persona.

Ora che l’ha studiata con cura, de Rubeis conferma: è grafia diffusa solo nella pianura padana e solo nel IX secolo. E i suoi legami sono col resto dell’Europa, non di certo con Bisanzio! Lo stesso si può dire dello stile dei dipinti, con quei colori vivaci e quell’horror vacui (il bisogno di decorare tutti gli spazi disponibili) che sono l’opposto della ieraticità bizantina. Ritraggono da un lato Maria e un’ancella, dall’altro un bel San Martino.

Torcello affresco San Martino con didascalia

Torcello, Basilica di Santa Maria Assunta: affresco di IX secolo, San Martino di Tour

Restauri e scavi importanti

Li hanno scoperti gli archeologi dell’Università di Venezia che, guidati da Diego Calaon, stanno supportando il lavoro dei restauratori che consolidano i mosaici e le murature delle absidi della Basilica di Santa Maria Assunta a Torcello. Sono lavori decisi dal Patriarcato di Venezia a seguito dell’eccezionale acqua alta del novembre scorso, e finanziati da Save Venice con 2 milioni di euro. Nella cappella del Diaconico, l’abside destra della basilica, gli archeologi hanno indagato lo spazio tra la volta decorata a mosaici e il tetto: uno spazio colmo di macerie ma che, svuotato, ha rivelato i pochi affreschi rimasti alle pareti.

Quale storia raccontano? Calaon ne è convinto da tempo: quel che la storiografia veneziana ci ha fatto credere, per convenienza, non è la storia vera. La verità è che la Venezia delle origini era, come tutta la terraferma di allora, soggetta ai Carolingi. Politicamente e culturalmente, Venezia è nata carolingia. “Lo aveva già affermato lo storico Wladimiro Dorigo negli anni Novanta del secolo scorso – ricorda – Diceva persino che il primo edificio della Basilica di San Marco, sempre di IX secolo, assomigliava alla Cattedrale di Aquisgrana”.

Torcello decori chiesa scoperti

Torcello, Basilica di Santa Maria Assunta. Decori della chiesa di IX secolo trovati durante gli scavi

La vera storia di Venezia

Calaon lavora da anni per portare sempre più alla luce, fuori dalle ombre del mito, la vera storia delle origini di Venezia. Con gli strumenti dell’archeologia. Proprio per questo ha scavato a Torcello che fu uno dei primi luoghi dove, dopo il tramonto dell’impero romano, si stabilirono coloro che prima abitavano in terraferma. In particolare le genti di Altino, città romana ai bordi della laguna: poiché il loro porto si impaludava, per commerciare gli altinati si sono spostati sempre più verso il centro della laguna. Prima a Torcello e poi a Venezia.

Non ci fu, dunque, una fuga repentina dai barbari che invadevano la penisola, come dice la vulgata, ma un progressivo spostarsi verso la laguna. Per ragioni di sicurezza, visto che non c’era più l’Impero a garantirla, ma anche ragioni commerciali, perché neppure le strade c’erano più e si doveva commerciare per mare. E chi vive da quelle parti, è commerciante da sempre.

Torcello è dunque la pietra miliare per capire davvero come nacque Venezia. E infatti lì Calaon ha trovato strutture portuali, arsenali, magazzini, officine, abitazioni. Ha studiato anche molto la Basilica, convinto che l’edificio che oggi vediamo sia di IX secolo e dunque carolingio. Ora ne ha le prove: gli affreschi, le molte sculture trovate, e anche le indagini sulle murature. Inoltre, scavando sotto l’altare del Diaconico ha raggiunto le fondazioni, che sono indiscutibilmente di IX secolo. Poi dunque, nell’XI secolo, la Basilica fu ridecorata e non riedificata, e gli affreschi furono sostituiti dai meravigliosi e famosi mosaici in stile bizantino. Perché allora le cose erano oramai cambiate. Radicalmente.

Torcello sotto altare Diaconico le fondazioni IX secolo

Torcello, Basilica di Santa Maria Assunta: scavo sotto l’altare del Diaconico, raggiunte le fondazioni di IX secolo

Commerci mediterranei

Cos’è accaduto? Calaon la spiegazione ce l’ha, alla luce dell’archeologia. La prima menzione ufficiale di Venezia risale all’anno 814, anno della pace di Aquisgrana, un accordo tra carolingi e bizantini dai contorni poco chiari. “Subito dopo, Venezia emette la sua prima moneta – racconta Calaon – Sul fronte c’è la città di Venezia; sul retro il volto di Ludovico il Pio, figlio di Carlo Magno e suo successore. Il legame tra la città e l’imperatore è dunque chiaro”.

Calaon continua a parlare dei mercanti veneziani che navigarono per tutto il secolo per conto dei Carolingi, commerciando con Alessandria d’Egitto più che con Costantinopoli: le influenze islamiche nell’arte veneziana vengono da lì, come anche il santo protettore, San Marco, il cui corpo fu ‘trafugato’ da Alessandria proprio nel IX secolo. Poi però Alessandria decadde come porto commerciale, e la potente flotta commerciale veneziana approfittò della crisi scoppiata allora a Costantinopoli per sostituirsi pian piano ai bizantini nei traffici con l’Oriente.

Torcello restauro mosaici abside

Torcello, Basilica di Santa Maria Assunta. Restauro dei mosaici dell’abside centrale

Venezia bizantina

Siamo quindi giunti a cavallo tra il X e l’XI secolo quando il doge Pietro Orseolo II riesce finalmente a debellare i pirati garantendo una navigazione sicura in Adriatico. Stipula quindi un trattato di amicizia con Costantinopoli, la Bolla d’Oro. Fa sposare suo figlio maggiore Giovanni con una principessa bizantina, mentre il figlio Orso, diventato vescovo di Torcello, fa ridecorare la basilica in stile bizantino. È il punto di non ritorno: Venezia è oramai tutta rivolta a oriente. Venezia è bizantina. Pronta anche a reinterpretare in questa luce la propria storia.

Autore

  • ​Tre passioni: il mondo antico, la scrittura, i viaggi. La curiosità e l’attrazione per ciò che è diverso perché lontano nello spazio, nel tempo o nel pensiero. La voglia di condividere con tanti le belle scoperte quotidiane. Condividerle attraverso la scrittura. Un solo mestiere possibile: la giornalista che racconta il passato del mondo. Scrive su temi di archeologia, comunicazione dei beni culturali, uso contemporaneo del passato, turismo culturale per i quotidiani La Repubblica e Il Sole 24 ore, e per diverse riviste italiane e straniere. Dirige il Magazine e il Journal di Archeostorie.

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