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Racconti da Museo alla Galleria Borghese: l’arte che non conosce barriere

20 Gennaio 2020
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È una serata invernale a Villa Borghese a Roma, fa freddo ed è buio. L’atmosfera è crepuscolare ma affascinante: i lampioni piazzati qua e là illuminano frammenti di parco, mentre il resto rimane avvolto in una dolce oscurità, coperta da un nero che rende indistinto ciò che vi è sotto. Quasi fosse lo sfondo di un quadro di Caravaggio.

Caravaggio alla Galleria Borghese

Sono ben sei le tele di Caravaggio nella collezione della Galleria Borghese, ricchissima raccolta di opere d’arte nata dalla bramosia del cardinale Scipione Borghese, che visse a cavallo tra il Cinquecento e il Seicento.

“Nessun’altra collezione può vantare un pari numero di capolavori del pittore. E, diversamente da altri musei, la Galleria li dà spesso in prestito per mostre ovunque nel mondo”. A parlare è Rosa Anna, storica dell’arte e guida bravissima che con il suo racconto ci prende per mano e ci accompagna alla scoperta delle opere di Caravaggio della Galleria.

Racconti da museo: parole e Lis all’unisono

Ci troviamo in una visita guidata a tema, e fin qui niente di particolare. Ma mentre Rosa Anna descrive i particolari, le tecniche, i personaggi e le burrascose vicende legate alla creazione di opere come la Madonna dei Palafrenieri o il Bacchino Malato, a pochi passi da lei una sua giovane collega, Francesca, fa lo stesso in simultanea. In un modo diverso, però: non attraverso la voce, ma usando le mani, le espressioni del viso e i movimenti del corpo. Lo fa in Lis, la lingua italiana dei segni.

È tutto davvero molto ben confezionato nella sua semplicità. Il pubblico è rapito e incantato dalla visione dei capolavori e dalla narrazione delle ragazze. È chiaro che non si tratta di una visita guidata come tutte le altre: è un percorso ad hoc pensato per persone udenti e sorde insieme. Il progetto si chiama Racconti da Museo proprio come il libro sullo storytelling museale di Archeostorie, ed è stato ideato dalla responsabile del dipartimento educazione della Galleria Borghese, Stefania Vannini, in collaborazione con gli specialisti dell’Isrr (l’Istituto statale per sordi di Roma). Lo scopo è mescolare udenti e non udenti, far sì che visitino il museo assieme.

Una formula di successo

Partito l’estate scorsa con un approfondimento su Bernini, il progetto ha avuto un successo tale (e numerosissime richieste) da essere stato prorogato fino a diventare, di fatto, un appuntamento fisso del Museo. Attualmente le visite sono dedicate a Caravaggio e lo sarà anche la prossima del 20 febbraio. Poi si cambierà tema.

Da qualche tempo, fortunatamente, il tema dell’accessibilità è diventato centrale nella riflessione museale e molti musei adottano strategie per coinvolgere pubblici diversi, comprese le persone con disabilità. Per loro vengono generalmente ideati percorsi specifici che hanno sicuramente il pregio di avvicinare ai musei chi avrebbe faticato a frequentarli, ma non riescono nell’intento di attuare una vera integrazione sociale e abbattere di conseguenza i pregiudizi sulla disabilità.

Conoscere gli altri

Racconti da Museo, al contrario, riesce a demolire il muro che tiene a distanza persone che vivono sfide quotidiane differenti, proprio perché non le separa. Udenti e non udenti, di diverse età e professioni, si mettono tutti in relazione con il linguaggio universale dell’arte e lo fanno insieme, come una cosa sola, spinti da un interesse comune. Assieme scoprono l’opera di grandi artisti, ma soprattutto fanno esperienza dell’altro, di chi è diverso da noi.

Non conoscere l’altro può generare infondate opinioni preconcette. Con Racconti da museo, invece, la Galleria Borghese diventa luogo di scambio e riflessione. E proprio come in un quadro di Caravaggio dallo sfondo cupo, persino in una buia e fredda serata d’inverno romana, c’è spazio per la luce e il calore: quelli della comprensione reciproca tra esseri umani.

 

Racconti da museo
Percorsi per sordi e udenti nella Galleria Borghese
Per informazioni e prenotazioni: ga-bor.accessibilità@beniculturali.it

Autore

  • Archeologo e storyteller in erba, da qualche tempo mi occupo di educazione al patrimonio cercando di raccontare l’uomo del passato a quello del presente. Multiculturale per nascita, ho viaggiato per quattro continenti. Trascorro il mio tempo libero leggendo, giocando col mio cane e strimpellando male l’ukulele.

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