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Maghi e negromanti al Colosseo

23 Luglio 2020
Una suggestiva vista serale al Colosseo racconterà la lunga storia del monumento attraverso i segni lasciati tra le sue mura nei secoli. Tra sacro e profano

Sarà una passeggiata davvero speciale: si andrà su e giù per il Colosseo alla ricerca di incisioni che raccontano non tanto di gladiatori e bestie feroci, ma episodi della storia successiva del Colosseo, in particolare tra Quattrocento e Seicento quando il monumento, isolato rispetto alla città e in parte interrato, divenne ricovero di pastori e malviventi, e cava di marmi per i nuovi monumenti della città. Mentre vi echeggiavano oscure leggende medievali.

Virgilio mago

Come quella di Virgilio mago: sì, proprio il poeta di età augustea, diventato per molti nel Medioevo un mago. Virgilio avrebbe costruito lui stesso il Colosseo per praticarvi la negromanzia. Si dice che si invaghì di una fanciulla la quale, in un primo momento, parve assecondare la sua passione e gli gettò anche una cesta legata a una corda per farlo salire nella torre dove lei stava, ma poi lo lasciò nella cesta a penzoloni alla berlina. Lui però si vendicò: estinse tutti i fuochi della città tranne uno collocato nel sesso di una donna, a cui tutti i Romani dovevano attingere.

Ora, tra i graffiti che si ammirano al Colosseo vi sono diversi falli ma anche un rombo che, secondo l’archeologa Federica Rinaldi, attuale responsabile del Colosseo, potrebbe ricordare questa leggenda.

Per ideare il percorso di visita, Rinaldi si è basata su una ricerca certosina realizzata da chi l’ha preceduta alla guida del monumento, Rossella Rea che ha identificato ogni piccolo nome o data o simbolo, sacro e profano, incisi tra i blocchi di travertino del monumento. Rinaldi ha però fatto anche qualche scoperta in più, grazie al recente restauro realizzato da Tod’s che ha reso visibile a occhio nudo ogni particolare.

Tra sacro e profano

“Sono giunta al Colosseo poco prima del lockdown, e ho approfittato della chiusura per cercare nuovi punti di vista, nuovi volti da dare al monumento oltre a quelli arcinoti di gladiatori e belve feroci. Mi aggiravo per il Colosseo da sola, aiutata dai custodi”, racconta Rinaldi ad Archeostorie. “I graffiti mi hanno consentito di fare proprio quel che mi piace, e cioè raccontare a tutti la grande storia partendo dalle piccole vicende della gente comune. In questo caso, le vicende di chi ha lasciato la propria firma tra le pietre del Colosseo”.

Il nuovo itinerario, che si inserisce nei programmi serali de La luna sul Colosseo, s’intitola Di maghi, negromanti, pastori e altri mestieri. Arricchisce la suggestione della sera con innumerevoli racconti. A partire proprio dalle leggende medievali che ne fecero un tempio pagano, addirittura “consacrato a tutti i demoni” come scrisse Tertulliano nel III secolo, e teatro di misteriosi riti e miracoli. Per passare poi a tutti quei cavapietre che, faticando, incisero nel travertino i propri nomi (e secondo Rinaldi tra questi c’è persino un papa).

Tutto cominciò nel Quattrocento perché il Colosseo non era più il passaggio obbligato verso la sede del papato, oramai spostata dal Laterano, ed era stato anche gravemente danneggiato dal terremoto del 1349. Era praticamente un monumento isolato in aperta campagna, e chiunque ne poteva fare ciò che voleva.

Colosseo tempio cristiano

Col tempo, però, i papi compresero che era meglio tutelarlo anziché usarlo solo come cava di pietre. E lo trasformarono in tempio cristiano, ipotetico luogo del martirio dei primi cristiani. Nel Cinquecento fu teatro delle Sacre rappresentazioni della Passione di Cristo. Poi si chiusero le arcate, e in una di queste è tuttora visibile un dipinto che raffigura Gerusalemme, fresco di restauro. E nel Settecento comparvero anche le edicole della via Crucis, e al centro dell’arena venne posta una grande croce.

Il percorso di visita prevede anche un passaggio per il piano dell’arena e un affaccio sui sotterranei, a ricordare anche la ‘grande’ storia del Colosseo, i gladiatori e le belve. Si sale poi al Secondo ordine dove, grazie all’aiuto degli oggetti raccolti nel recente spazio museale, tutti i racconti si uniscono a formare la lunga e complessa storia del monumento. Una storia che noi stessi, visitandolo, contribuiamo a scrivere. E auspichiamo non avrà mai fine.

Perché, come profetizzò il Venerabile Beda, se muore (cade) il Colosseo, muoiono anche Roma e il mondo intero. Perciò: lunga vita al Colosseo!

 

La Luna sul Colosseo. Di maghi, negromanti, pastori e altri mestieri
tutti i sabati dal 25 luglio al 29 agosto, dalle 20 alle 22.30
info www.parcocolosseo.it

Autore

  • ​Tre passioni: il mondo antico, la scrittura, i viaggi. La curiosità e l’attrazione per ciò che è diverso perché lontano nello spazio, nel tempo o nel pensiero. La voglia di condividere con tanti le belle scoperte quotidiane. Condividerle attraverso la scrittura. Un solo mestiere possibile: la giornalista che racconta il passato del mondo. Scrive su temi di archeologia, comunicazione dei beni culturali, uso contemporaneo del passato, turismo culturale per i quotidiani La Repubblica e Il Sole 24 ore, e per diverse riviste italiane e straniere. Dirige il Magazine e il Journal di Archeostorie.

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