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Past, L'umanesimo che sa raccontare

Cinzia Dal Maso. Dai totem ai podcast, l’audio al museo funziona

14 Dicembre 2020
I podcast sono la soluzione perfetta per una visita al museo davvero immersiva. Ne parliamo con Cinzia Dal Maso, direttrice di Archeostorie

Come si passa dalle audioguide ai podcast museali? Perché al museo non possiamo proprio fare a meno dell’audio? E in che modo i podcast possono creare valore aggiunto per il museo? Ne abbiamo parlato nel nostro Archeritivo – format di interviste Instagram all’ora dell’aperitivo – con la direttrice di Archeostorie Cinzia Dal Maso.

Punzecchiata dal sottoscritto, Cinzia ha scherzato sul fatto di essere l’unica ‘non-podcaster’ tra i gli autori di Branded Podcast. Il suo contributo, però, è stato fondamentale per ricordare che gli strumenti audio sono da sempre irrinunciabili per il coinvolgimento del pubblico all’interno di mostre e musei.

Cinzia è partita dalle origini dell’audio museale, cioè dai totem che ancora oggi possiamo trovare all’interno di alcune chiese: una vera innovazione quando furono installati nel secolo scorso, ma comunque strumenti statici che non permettono di apprezzare appieno le opere. La vera rivoluzione sono state le audioguide che consentono ai visitatori di conoscere e guardare le opere contemporaneamente, cosa impossibile con una guida cartacea tra le mani. I podcast sono la ‘nuova frontiera’ perché capaci di rendere la visita maggiormente immersiva. Perché?

Perché i podcast si possono ascoltare sia durante la visita che prima e dopo. Possono preparare il visitatore e completare poi l’esperienza di visita con discorsi che vanno oltre la descrizione delle opere e raccontano storie ispirate alle opere e al museo stesso. Ecco perché, per Cinzia, i prodotti audio pensati per la visita e quelli da utilizzare anche fuori del museo possono (e devono) integrarsi tra loro.

I vantaggi per il museo sono diversi. E’ possibile realizzare podcast di ottima qualità anche senza affrontare spese esagerate, e questi sono facilmente fruibili da qualsiasi smartphone che, in tempi di coronavirus, si è rivelata la tecnologia più indicata sia per l’istituzione culturale che per il visitatore. E poi, i podcast generano empatia: con uno storytelling adeguato e la giusta voce ad accompagnare l’ascoltatore, si possono realizzare prodotti davvero indimenticabili.

Un’intervista da riguardare per ragionare una volta di più sulle strategie di comunicazione del museo e sul potere delle storie.

Guarda la puntata dell’Archeritivo con Cinzia Dal Maso

 

 

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Autore

  • Archeologo con la passione per la fotografia e la musica. Attualmente lavora come operatore museale per CoopCulture, e come libero professionista offre consulenza in comunicazione digitale per i beni culturali. Ama leggere e guardare film. Per rilassarsi scrive, oppure s’infila un paio di scarpe da corsa e va avanti fino a quando il fiato regge. Ogni volta che può, mette in una borsa il minimo indispensabile e la macchina fotografica, e parte alla scoperta di luoghi nuovi.

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