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Dal podcast al libro: Per un pugno di barbari di Marco Cappelli

24 Maggio 2021
Con la sua opera prima Per un pugno di barbari, il podcaster Marco Cappelli non è più solo la voce, ma anche la penna dell’impero romano

“Salute e salve!”

Non c’è modo più adatto per iniziare un discorso sul primo libro di Marco Cappelli Per un pugno di barbari, se non riprendendo l’iconico saluto con cui Cappelli apre le puntate del suo famoso podcast Storia d’Italia.

Un saggio che si legge come un romanzo

Il noto podcaster, che per lavoro si occupa di marketing aziendale ma è un grande appassionato di storia, sbarca infatti ora nelle librerie grazie all’editore Solferino.

Infatti, dopo aver creato una serie podcast tra le più apprezzate in Italia e non solo, in cui ha intrapreso la narrazione della nostra storia dai tempi dell’impero romano fino a oggi, ha deciso ora di trasferire tutta la sua capacità narrativa in un libro. Tecnicamente, sarebbe un’opera di saggistica, ma scorre agile e coinvolgente proprio come un romanzo.

Cappelli trascina il lettore con passione (e grande competenza) nell’impero romano al culmine della crisi del terzo secolo. Una crisi che sembrava irreparabile e senza speranza di salvezza e redenzione, ma vivrà invece alla fine un’inaspettata ripresa, soprattutto per merito degli imperatori Aureliano e Diocleziano.

Grazie a una scrittura fresca e sciolta, Cappelli riesce a far cogliere con immediatezza i principali temi sul tappeto, mentre il lettore non perde mai l’attenzione perché continuamente incuriosito dal sapere cosa accadrà nella pagina successiva.

Un lato nerd

A volte traspare anche un lato leggermente nerd di Cappelli: in alcuni titoli dei capitoli, come anche nelle descrizioni di alcune vicende, non mancano citazioni da serie famose come il Trono di Spade, o da saghe cinematografiche come Star Wars.

Sono tuttavia digressioni che solo in apparenza smorzano i toni della scrittura, perché in realtà catturano ancor di più l’attenzione e trascinano il lettore nell’analisi di temi ben più complessi e impegnativi.

Perché Cappelli analizza con puntualità, attenzione e precisione tutte le cause che portarono a quella grave crisi. E lo fa senza tralasciare nulla. Non indaga solo l’aspetto politico, ma anche quello militare, economico e sociale. Senza mai risultare prolisso o pesante, e dimostrando di muoversi con disinvoltura attraverso l’intera epopea dell’impero romano.

Per spiegare come si è giunti è quella crisi, infatti, torna spesso indietro nel tempo, riflettendo su periodi e personaggi precedenti fino alle origini dell’impero. Dimostra così come quella situazione era probabilmente già scritta nel destino di Roma.

Attualità di Per un pugno di barbari

Inoltre, pur narrando vicende lontane, riesce a rivelarne la grande attualità: crisi economiche e monetarie, pandemie, differenze sociali e razziali sono i temi caldi anche del mondo d’oggi. Cappelli aiuta il lettore a comprendere quanto la storia passata possa aiutarci ad analizzare meglio il nostro presente. Così da evitare, se possibile, di commettere errori simili a quelli che avevano portato al collasso la più grande potenza mondiale dell’epoca.

Per un pugno di Barbari è un libro adatto davvero a tutti gli amanti della storia antica, e non solo. Chi conosce già le vicende del terzo secolo le leggerà in una luce inedita e coinvolgente, mentre chi non le conosce bene troverà nel libro tutte le risposte che cerca. E chi avrà semplicemente voglia di leggere un buon libro, scritto con passione e cura per il dettaglio (e la volontà di ‘lasciare’ davvero qualcosa al lettore) non resterà deluso.

Marco Cappelli
Per un pugno di barbari. Come Roma fu salvata dagli imperatori soldati
Solferino, 2021, pagine 480, euro 18

Autore

  • Archeologo con la passione per la fotografia e la musica. Attualmente lavora come operatore museale per CoopCulture, e come libero professionista offre consulenza in comunicazione digitale per i beni culturali. Ama leggere e guardare film. Per rilassarsi scrive, oppure s’infila un paio di scarpe da corsa e va avanti fino a quando il fiato regge. Ogni volta che può, mette in una borsa il minimo indispensabile e la macchina fotografica, e parte alla scoperta di luoghi nuovi.

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