Oscillum, cos’è e cosa c’entra con la nostra quotidianità

Oscillum
Oscillum © visitmuseum.gencat.cat

L’oscillum è uno dei tanti oggetti che abbiamo in mente, quando affermiamo che la nostra quotidianità e le nostre vite non sono troppo diverse da quelle degli antichi.

Complemento d’arredo in marmo di età romana, l’oscillum potrebbe essere considerato l’antenato diretto dei romantici vasi di margherite o delle belle lanterne in ferro battuto che troviamo comunemente appesi alle travi dei gazebo nei nostri giardini e terrazzi.

Cos’è e com’è fatto un oscillum

Gli oscilla – questo il loro nome al plurale – venivano infatti appesi tramite corde o catenelle ai portici dei giardini oppure ai rami degli alberi nelle domus e nelle ville romane.

Ed erano di varie forme: i più comuni erano piccoli dischi decorati su entrambe le facce, ma esistevano anche oscilla “a pelta”, cioè a forma di mezza luna, oppure rettangolari, che dovevano sembrare dei quadretti sospesi, o ancora a “flauto di Pan”.

I temi delle decorazioni erano praticamente sempre gli stessi: si potevano trovare maschere teatrali, cortei in onore di Dioniso, animali e creature fantastiche, scene tratte dai miti greco romani e scene di culto.

Ma era proprio oscillum il termine con cui venivano indicati questi oggetti anche presso gli antichi? Dove venivano prodotti, e quando? E dove andavano maggiormente “di moda”?
Scopritelo ascoltando la nuova puntata di Archeoparole.

Ascolta la puntata dedicata all’Oscillum

Ascolta “09 – Oscillum, l’arredo da giardino che non vorresti a casa tua” su Spreaker.

Autore

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    Archeo-giornalista e ambientalista convinta, vede il recupero della memoria e la tutela del paesaggio e del territorio come due facce complementari di una stessa medaglia. Scrive per raccontare quello che ama e in cui crede. Per Archeostorie, coordina la sezione Archeologia & Ambiente ed è responsabile degli audio progetti. Nel tempo libero (esiste?) scatta foto, legge e pratica Aikido. c.boracchi@archeostoriejpa.eu

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