Hydria, il sessismo nascosto in un vaso

A guardarla dentro la teca di un museo, non si direbbe. Eppure, l'Hydria è uno dei vasi che meglio incarnano il sessismo dei greci. Il perché nella nuova archeoparola

Hydria
Hydria corinzia, VI secolo a.C. Walters Art Museum © Wikimedia Commons

L’Hydria è uno dei vasi greci più belli: lo riconosci subito perché è grosso, panciuto e con tre anse. Ma avresti mai detto che quel capolavoro in ceramica a figure rosse o nere, oppure in bronzo, che osservi con stupore dietro una teca era anche… una delle migliori rappresentazioni del sessismo dei greci?

In questa puntata di Archeoparole ti raccontiamo perché.

Hydria
Hydria in bronzo di V sec. a.C., da Randazzo (CT), necropoli di Santa Anastasia, conservata a Berlino, Altes Museum. © Archeostorie

Ascolta la nuova puntata di Archeoparole dedicata all’Hydria

Ascolta “2×02-Hydria, il sessismo in un vaso” su Spreaker.

Autore

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    Archeo-giornalista e ambientalista convinta, vede il recupero della memoria e la tutela del paesaggio e del territorio come due facce complementari di una stessa medaglia. Scrive per raccontare quello che ama e in cui crede. Per Archeostorie, coordina la sezione Archeologia & Ambiente ed è responsabile degli audio progetti. Nel tempo libero (esiste?) scatta foto, legge e pratica Aikido. c.boracchi@archeostoriejpa.eu

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2 Commenti

  1. Buonasera Cinzia, grazie del tuo commento. Purtroppo sull’allestimento del museo dell’Acropoli di Atene non so darti una risposta. Grazie ancora!

    Chiara

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