Con Elettra, un’Iliade di sole eroine

15 Aprile 2023
Ancora una mitologia tutta al femminile nel secondo romanzo di Jennifer Saint, Elettra. Qui il protagonista, però, è l'animo umano

Omero come nessuno l’ha mai raccontato

Nella sua prima prova narrativa, Arianna, la scrittrice Jennifer Saint aveva scelto di sviluppare in una forma più completa un mito solo parzialmente noto. Con Elettra invece, pubblicato in Italia da Sonzogno, punta a stravolgere il punto di vista sulla vicenda epica più narrata della storia: l’Iliade di Omero. Attraverso la voce di tre donne – Elettra, figlia del capo degli Achei Agamennone, Clitennestra, sua moglie, e Cassandra, principessa troiana –, la complessa storia del decennale assedio di Troia da parte dell’esercito greco diviene sfondo di un racconto che parla di paura, umanità e coraggio. Le gesta degli eroi e degli dèi sul campo di battaglia sembrano irrilevanti: Saint ci mostra come la crudeltà della guerra abbia colpito molto di più la vita delle famiglie, e soprattutto delle donne. Sia dalla parte dei conquistati che dei conquistatori.

Elettra o, piuttosto, Clitennestra?

Nonostante il romanzo porti il suo nome, la giovane Elettra non è il personaggio principale. La spina dorsale della storia ruota attorno alla vita di sua madre Clitennestra, dalla fanciullezza a Sparta con la sorella Elena alla lunga attesa del ritorno a casa del re Agamennone. Nonostante il suo pensiero si alterni a quello delle altre due figure femminili, è lei a dettare i ritmi della narrazione, e a fornire la prospettiva più ampia e approfondita delle vicende in cui si trovano tutte coinvolte. Di fatto, dunque, il titolo più adatto sarebbe forse stato ‘Clitennestra’, nome però meno d’effetto dal punto di vista editoriale.

Il vero protagonista

Dal romanzo emergono comunque chiare e nette la personalità e la psiche delle tre donne cui viene data voce. I loro comportamenti, le loro scelte e i loro destini non sono mai scontati, neppure per chi conosce nel dettaglio l’epica antica, e questo perché la Saint valorizza ogni passo nella loro crescita personale, ponendo enfasi tanto sul dolore e l’ingiustizia che devono subire, quanto sulla reazione, conscia o meno, che ne deriva.

L’astio di Elettra nei confronti della madre, troppo spesso semplificato in rivalità tra due donne per lo stesso uomo, assume così il giusto peso e diviene stranamente condivisibile, seppur comunque condannabile. Altrettanto comprensibili sono tuttavia il risentimento di Clitennestra verso il marito, o l’esigenza di Cassandra di trovare a tutti i costi un posto nel mondo. Scompare così ogni limite all’idea di colpevoli o innocenti: l’animo di ognuna di loro è stata forgiato dalle avversità della vita, e l’unico obiettivo di tutte diviene sopravvivere.

Un ordine armonico, anche se non cronologico

Fin dal principio Elettra mantiene un ritmo narrativo piuttosto fitto, nel quale i numerosi avvenimenti si susseguono in maniera molto naturale, senza mai accavallarsi né lasciare troppo spazio tra loro. Come già in Arianna, anche in Elettra le tre donne del romanzo si raccontano in prima persona, ma la necessità di avere più voci collide con l’ordine cronologico degli eventi. Infatti, data la disparità di età tra le protagoniste, la coesistenza dei loro racconti crea un disequilibrio sul piano temporale: gli anni passano diversamente, ma vengono narrati nello stesso momento, il che genera un po’ di confusione. Solo a metà romanzo, a ridosso della conquista della città di Troia, i tre ritmi si allineano, ed è quindi più facile collegare logicamente ciò che accade alle tre protagoniste.

Un movente unico

Per quanto diverse siano le esistenze delle tre figure femminili del romanzo, osservandole da vicino ci si accorge che le loro azioni si possono ricondurre a una sola semplice volontà: quella di amare ed essere amate. Persino le azioni più atroci e le vendette più cieche, alla fine non sono che risposte a un sentimento di insoddisfazione per non essere riuscite a farsi apprezzare o ad apprezzare i loro affetti più cari. Cassandra, punita a vita per aver chiesto di essere speciale agli occhi della sua città, Clitennestra, incapace di convivere con il rimorso per non aver protetto l’adorata figlia Ifigenia, ed Elettra, distrutta dalla rabbia per non aver potuto dimostrare al padre il proprio valore. Tutte loro agiscono in nome di una persona (o una famiglia, nel caso di Cassandra) amata, senza accorgersi che in questo modo dimenticano di amare e tutelare sé stesse.

Questo è ciò che rende questo libro così intenso ed empatico: un insegnamento di cui tutti in verità abbiamo bisogno. Quando coviamo dentro di noi l’idea di rimediare al male con altro male, perdiamo di vista la realtà che ci circonda e lasciamo che il dolore ci consumi. L’unica direzione da seguire, invece, è quella del coraggio e della speranza per un futuro migliore.

 

Jennifer Saint
Elettra
traduzione di Ginevra Lamberti
Sonzogno 2023, pagine 352, euro 19,00

Autore

  • Noemi Fadel

    Laureata in archeologia nel 2022, si accorge presto che tutta la fatica fatta negli scavi serve a poco se nessuno riesce a trasmettere il valore e il fascino del passato fuori dal cantiere. Si dedica quindi alla comunicazione culturale, lavorando come educatrice museale al servizio di bambini e adulti. Riflessiva e autoironica, si definisce un'ecologista convinta. Nel tempo libero si dedica alla cura delle sue tartarughe e al salvataggio delle piante di sua mamma da morte certa.

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