Sirius Game: il videogame per imparare il latino

31 Marzo 2022
Un videogame ma non solo: Sirius Game è una startup che avvicina i giovani alle materie umanistiche. E ai valori della società di domani

Un team di giovani e una storia italiana

Si può imparare il latino divertendosi, in modo interattivo e inclusivo? Sembra un sogno impossibile, ma oggi è realtà grazie a Sirius Game, innovativa piattaforma di gaming che permette a studenti e appassionati di approcciarsi al latino tramite un gioco virtuale fatto di esercizi e sfide. E a una community che mette al centro i valori delle nuove generazioni. Perché le discipline umanistiche non devono essere il privilegio di pochi, ma il patrimonio di tutti. Di questo e del futuro delle materie umanistiche il team di Sirius Game parlerà al suo primo convegno, al museo di Storia naturale di Verona, il 2 aprile prossimo.

Da dove nasce il progetto? “Da un grande lavoro di squadra”, racconta Laura Cesaro, veronese classe ‘93, che insieme a Giovanni Andrisani ed Elisa Ferrarini ha fondato Sirius Game. Sono tutti (col tempo si è aggiunta anche Miriam Torregrossa) giovani laureati in studi classici che lavorano a distanza da diverse parti d’Italia. Li accomuna la mission: fornire agli studenti, e a chiunque lo voglia, un mezzo per apprendere il latino in modo interattivo, e sentendosi accolti e accettati.

Storia di Laura

Laura ci tiene a sottolineare il valore collegiale di questa impresa, ma c’è tanto della sua storia dietro questa piattaforma. “Al liceo classico ho faticato molto nello studio del Latino e del Greco: raggiungevo a malapena la sufficienza. Non mi sentivo adeguata e all’altezza. Mi rendevo conto della bellezza del latino e del greco ma non riuscivo a trovare una chiave personale per apprenderli”. Un senso di inadeguatezza e impotenza che, purtroppo, molti studenti si trovano a vivere nella scuola italiana, “perché sembra che se una materia non è difficile non è seria“.

Eppure, nonostante le difficoltà, Laura ha compreso il valore delle discipline umanistiche. “Nelle pagine degli autori latini e greci trovavo la spiegazione ai miei sentimenti, ai miei problemi e alle domande esistenziali che mi ponevo“. Da qui è nato un desiderio, affidato inizialmente a un foglietto di carta scritto a Cipro durante un progetto scolastico: “Un giorno creerò un progetto per rendere accessibile il mondo antico a tutti, perché è troppo figo!“.

Per questo si è laureata in Lettere classiche all’Università di Pisa, ritenendo che questo percorso potesse avere come sbocchi non solo l’insegnamento e la ricerca, ma anche l’aspetto divulgativo, comunicativo e imprenditoriale.

Laura Cesaro

Laura Cesaro – foto Sirius Game

Anche le esperienze internazionali di Laura hanno avuto importanza, aiutandola a comprendere che non esiste un solo modo di imparare, ma tanti, in base ai nostri diversi tipi di attitudine. “A sedici anni mi sono trasferita in Inghilterra per studiare il programma IB, e lì ho conosciuto un metodo più adatto al mio modo di imparare, basato su un mix di approcci pedagogici”. Ha poi lavorato come insegnante di inglese in un campo profughi in Grecia e in seguito ha studiato Global Citizenship Education a UCL (University College London). E poi oltre oceano, all’Università di Harvard, per una laurea specialistica in Technology, Innovation and Education. Proprio lì, nel contenitore di startup dell’università, viene sviluppato Sirius Game.

Sirius Game nasce ‘dal basso’

La sperimentazione è partita dai licei italiani, per creare il progetto ‘dal basso’. “Abbiamo offerto il nostro videogame a 25 classi pilota, in modo da raccogliere i feedback dei ragazzi e docenti ed elaborare contenuti in linea con le loro necessità”.

La piattaforma offre strumenti per imparare il latino in maniera interattiva. Seguendo moduli di difficoltà progressiva, gli studenti svolgono esercizi e superano livelli come in un vero videogame. E così scoprono non solo la lingua, ma anche la cultura latina, smontando stereotipi e arricchendo la loro percezione del mondo antico. Per esempio, il videogame insiste sul fatto che l’impero romano si basava su paradigmi diversi riguardo alla provenienza, cittadinanza e multiculturalità rispetto a ora. Inoltre, una volta completato un modulo, ci si può immergere in alcuni siti archeologici ricostruiti virtualmente.

Trasmettere valori

Ma Sirius Game è un progetto educativo che va molto oltre il semplice studio del latino, ponendo al centro i valori delle nuove generazioni. “Siamo una società Benefit, che ha degli obiettivi di beneficio comune. Abbiamo scelto sei fra gli Obiettivi Onu dell’Agenda 2030: istruzione di qualità, parità di genere, riduzione delle disuguaglianze, ma anche obiettivi cari al team Sirius Game come Benessere e felicità dello studente.

Sosteniamo la divulgazione e la promozione dell’educazione alla cittadinanza globale, in particolare del pensiero critico e dell’empowerment per diventare cittadini attivi nella propria comunità”. Un valore cardine è l’inclusività: “Gli avatar all’interno del videogame possono essere assemblati come si vuole perché vogliamo che tutti gli utenti si sentano rappresentati e accolti nelle loro diversità”.

Alla base di tutto c’è la convinzione che le materie umanistiche siano fondamentali per formare una cittadinanza dotata di spirito critico. “Dobbiamo conoscere le nostre radici per comprendere il mondo in cui viviamo”. E l’unico modo per assicurare la sopravvivenza di queste discipline, in uno scenario sempre più in evoluzione, è quello di abbracciare l’evoluzione tecnologica cogliendone appieno le opportunità.

Sirius Game cover

Sirius Game, la cover

Il futuro delle materie umanistiche

È proprio Il futuro delle materie umanistiche: fra competenze globali ed EdTech il titolo del primo convegno organizzato da Sirius Game, a Verona nel Museo di Storia naturale, il 2 aprile prossimo. “Lo scopo è creare una rete di persone che condividono i nostri valori e si impegnano nell’ambito umanistico in modo innovativo”.

Un incontro che coinvolgerà sia il mondo accademico che quello della divulgazione. I relatori saranno infatti Massimiliano Tarozzi, docente all’università di Bologna e Visiting Professor alla UCL, chair della prima cattedra UNESCO in Italia di Global Citizenship Education in Higher Education; Cristiana Caserta, docente di latino al liceo e Top Linkedin Voice; Esmeralda Moretti, studentessa di Filosofia alla Sapienza di Roma, redattrice e speaker radiofonica che usa i social per divulgare la filosofia in modo fresco e giovane. Per partecipare basterà compilare il form a questo link.

Ma, oltre al convegno, quali saranno i prossimi obiettivi? “A settembre ci sarà il lancio ufficiale, con la pubblicazione della nostra App. Puntiamo a creare una community che interagisca e si aiuti reciprocamente. Ci sarà una Agorà virtuale dove potersi confrontare su dubbi e difficoltà, e chi offrirà aiuto avrà dei punti bonus. Non mancheranno anche i giochi, come i Quiz Duellum in cui ci si potrà sfidare, e la possibilità di creare Meme divertenti”.

Tutto questo per parlare il linguaggio dei giovani e coinvolgere gli utenti in modo efficace. Ma tra gli obiettivi più a lungo termine c’è il desiderio di espandere Sirius Game a tutte le discipline umanistiche: il greco, altre lingue antiche come il sanscrito, la filosofia e la letteratura. Per permettere a sempre più persone di avvicinarsi a queste materie, ritrovando  il loro ruolo fondamentale nella società.

Autore

  • Giulia Tommasi

    Scrittura, filologia e comunicazione sono le passioni che animano le sue giornate. Al confine tra il mondo antico e il moderno, alla ricerca di ciò che caratterizza l’uomo al di là del tempo e dello spazio. Nelle pagine dei maestri del passato trova le risposte alle sue domande più profonde, e nella tecnologia coglie l’opportunità di condividerle. Mentre è iscritta al corso di laurea magistrale in Filologia classica all’università La Sapienza, approfondisce la sua conoscenza della comunicazione e del marketing digitale. Collabora con magazine online e quotidiani.

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