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Francesco Nocito: comunicatore dei beni culturali ‘da sempre’

29 Aprile 2019
È stato il Colosseo a lanciare Francesco Nocito nel mondo dell’archeologia. E la sua passione per la scrittura e la fotografia, in quello della comunicazione

Nel mio profilo LinkedIn (social medium destinato al mercato del lavoro) mi definisco “Francesco Nocito: archeologo e consulente in comunicazione digitale per i beni culturali”. Che cosa significa esattamente? È parecchio complesso e ve lo spiego con calma. Cominciando dalle presentazioni.

Ho trentadue anni, vivo perennemente a cavallo tra la Lombardia e la Toscana, e non voglio rinunciare per nulla al mondo al desiderio di lavorare nell’ambito della cultura e delle arti.

Io e il Colosseo

Cresciuto a Vigevano, pur sentendo viva la passione per la storia e l’arte, ho intrapreso i più ‘autorevoli’ studi di giurisprudenza all’Università di Pavia. Ma la mia avvincente esperienza nel mondo del diritto è terminata dopo appena otto mesi. Galeotto fu il Colosseo.

Ero in visita a Roma e per la prima volta misi piede all’interno all’Anfiteatro Flavio. L’emozione fu indescrivibile. Quando uscii avevo un unico obiettivo: sapere tutto sul Colosseo, conoscerne ogni pietra, comprenderne la struttura e studiarne l’importanza nella cultura romana.

Fu, insomma, amore a prima vista. Un amore consolidatosi nel tempo con una tesi a lui interamente dedicata per la laurea triennale in Scienze dei beni culturali a Pavia, e con una seconda tesi, per la magistrale in Archeologia a Pisa, sul riutilizzo degli edifici da spettacolo antichi fino all’oggi.

Una scelta immediata

Lo ammetto, sono archeologo prettamente ‘da scrivania’, ho lavorato poco sul campo. Perché ho capito subito che avrei voluto occuparmi di museologia, di gestione dei beni culturali, e soprattutto di comunicazione per promuovere la cultura al grande pubblico.

Fotografia e scrittura sono da sempre i miei strumenti preferiti per comunicare sentimenti ed emozioni. Così, poco dopo la fine degli studi, sono stato coinvolto da alcuni amici nell’avventura di aprire un’agenzia di comunicazione digitale e marketing. Per un paio d’anni mi sono occupato di fotografia, copywriting, storytelling e contatti con il pubblico.

Eravamo giovani e probabilmente ancora poco consapevoli di cosa realmente avremmo voluto fare nella vita. Sono però contento di quella avventura, ora conclusa, perché mi ha aperto lo sguardo verso un settore in continua crescita e sempre più necessario anche nel mondo della cultura.

Francesco Nocito Indy

“Fin da bambino Indiana Jones è stato il mio idolo cinematografico: non potevo presentarmi al cospetto di Petra senza indossare quel cappello” (Francesco Nocito)

Tutor di mostra

Chiusa l’agenzia, ho cominciato quindi a inviare a capofitto curricula a musei e fondazioni culturali alla ricerca di una porta per entrare finalmente nel mondo dei miei sogni. E l’occasione mi è stata offerta dalla Fondazione Stelline di Milano, famosa per mostre temporanee di fotografia e arte contemporanea.

Ho lavorato alla Fondazione come Tutor di mostra. I miei compiti principali erano l’accoglienza del pubblico e la sorveglianza degli spazi espositivi, ma in realtà ho fatto anche molto altro: ho seguito gli allestimenti delle mostre, a diretto contatto con i curatori; ho fatto la guida perché la gente chiedeva costantemente informazioni sulle opere; e l’ho fatta molto spesso anche in inglese.

Il contratto iniziale fu di due mesi di prova, e al termine mi chiesero se ero disponibile ad aprire la partita IVA perché non assumevano con nessun’altra tipologia di contratto. Lascio a voi le riflessioni del caso. Valutai che, come libero professionista, avrei potuto realizzare anche servizi fotografici o di comunicazione digitale, e quindi la aprii e continuai a lavorare per la Fondazione.

Doccia gelata

Purtroppo però i quasi due anni successivi non diedero i frutti sperati. Tra una mostra e l’altra poteva passare anche un mese, che era dunque senza retribuzione. E se all’inizio il lavoro durante le festività e i weekend non mi pesava troppo, poi però arrivarono turni sempre più pesanti e soprattutto – cosa triste e avvilente – la consapevolezza di non contare praticamente niente. Questo pur garantendo fino all’ultimo disponibilità e serietà, a fronte di un guadagno al limite del dignitoso.

Infine un giorno la Fondazione modificò alcune sue politiche di gestione del personale, e decise non mantenere persone fisse come Tutor ma di cambiarle con maggior frequenza. Mi diedero una stretta di mano, e arrivederci e grazie.

Il Master

Già da qualche mese, tuttavia, io avevo deciso di darmi una nuova possibilità, e mi ero iscritto a un Master di II livello in Museologia, museografia e gestione dei beni culturali all’Università Cattolica di Milano.

Il 2018 è stato per me un anno difficile sul piano economico, ma ricco di esperienze utili. Tornare a studiare e seguire lezioni ha richiesto impegno, ma con molti colleghi ho instaurato rapporti di amicizia che ancora proseguono e che spero possano un giorno diventare anche lavorativi.

Cappelle Medicee

Francesco Nocito, preparazione di alcuni scatti alle Cappelle Medicee per un post di Instagram, durante il periodo di stage ai Musei del Bargello

Social media manager

Ho cercato di sfruttare ogni possibilità che mi è capitata. Con una professoressa ho stretto un rapporto di lavoro, tuttora in corso, che riguarda la gestione dei social media per alcuni suoi progetti e attività. La soddisfazione più grande, però, l’ho trovata svolgendo lo stage presso i Musei del Bargello di Firenze.

Da agosto a dicembre ho lavorato a fianco del responsabile della comunicazione dei cinque musei che fanno parte di questo gruppo, comprese le emozionanti Cappelle Medicee. Ancora oggi con questa persona, che ho la fortuna di chiamare amico, sono in stretto contatto, e spero davvero di tornare un giorno a lavorare con lui.

Today

Oggi, concluso il Master, lavoro come operatore museale per CoopCulture, presso i Musei civici di Pavia. Non posso lamentarmi ma so di non dovermi accontentare. La strada è difficile e non bisogna mai fermarsi. Desidero lavorare come comunicatore all’interno di un museo, e ci riuscirò.

Intanto continuo a comunicare nel mio blog personale di arte, musei e viaggi in Italia – www.tasteofart.it – dove curo personalmente sia i testi che le foto. L’importante – mi dico sempre – è credere in se stessi e non arrendersi, mai.

Come ha scritto Virglio nell’Eneide, “audentis fortuna iuvat”.

La fortuna aiuta gli audaci.

Autore

  • Archeologo con la passione per la fotografia e la musica. Attualmente lavora come operatore museale per CoopCulture, e come libero professionista offre consulenza in comunicazione digitale per i beni culturali. Ama leggere e guardare film. Per rilassarsi scrive, oppure s’infila un paio di scarpe da corsa e va avanti fino a quando il fiato regge. Ogni volta che può, mette in una borsa il minimo indispensabile e la macchina fotografica, e parte alla scoperta di luoghi nuovi.

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