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Teatri antichi nostri contemporanei: i dialoghi con la storia firmati Q Academy

Dialogare con la storia in un teatro storico: è questa la scommessa di Q Academy che nel mese di luglio, col progetto Teatri antichi nostri contemporanei, porterà due campioni come Andrea Carandini e Moni Ovadia a ragionar d’antico su e giù per lo stivale. Fiesole, Ferento, Grumento, Ostia antica, Paestum e Baia saranno i luoghi toccati dagli spettacoli, in bilanciamento sapiente tra teatri più e meno noti.

Si comincerà venerdì prossimo a Ostia antica, dove l’archeologo Andrea Carandini commenterà passi da lui scelti di scrittori antichi su realtà e miti dell’origine di Roma, letti dagli attori Anna Bonaiuto e Massimo De Francovich. Mentre nell’ultima settimana di luglio l’attore-scrittore-compositore-cantante Moni Ovadia vagherà per teatri a ragionare di miti greci, secondo una canovaccio da lui studiato assieme allo storico Luciano Canfora. Sempre con musiche di sottofondo, e un prologo a ogni spettacolo dove un attore narrerà il luogo in cui ci si trova, perché il pubblico non sempre lo conosce davvero.

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Q Academy venerdì 30 giugno al teatro di Ostia antica

Miti nella modernità

Non solo spettacolo, dunque, ma compenetrazione vera tra attori e teatro in cui recitano. Interpretazione moderna dell’antico a tutto tondo. La scelta di ragionar di miti è parlante: i miti sono universali, sono riflessioni su cosa significa essere uomini, e sovente indagano nelle pieghe più recondite, oscure e inconfessate dell’animo umano. E se i miti romani s’interrogano per lo più su come costruire uno stato e le sue leggi, parlano dunque della società e dei suoi eroi, i miti greci puntano dritto all’individuo e non gli lasciano scampo.

Non a caso Ovadia ha scelto di ispirarsi alla lettura dei miti antichi di Jannis Ritsos, il poeta greco moderno che più di tutti ha guardato con occhi freschi al mito. Occhi umani e fuor di retorica. “In verità, avevamo chiesto a Ovadia di leggere Omero, ma lui ha preferito misurarsi con qualcosa di nuovo: una nuova sfida intellettuale”, spiega Giovanna Marinelli che di Q Academy è amministratore. Ma è anche una sfida ulteriore per un progetto già ‘sopra le righe’ per i luoghi in cui è proposto.

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Andrea Carandini, protagonista della serata del 30 giugno al teatro di Ostia antica

L’Italia dei teatri antichi

“Vogliamo provare che le proverbiali difficoltà tecniche nei luoghi di teatro antichi, non precludono la realizzazione di spettacoli di qualità”, continua Marinelli. “Staremo a vedere. Noi contiamo di far scoprire i teatri antichi e il nostro comune passato a molti che finora non li avevano mai frequentati. E se così sarà, cominceremo a ragionare già sulla programmazione futura. In Italia abbiamo 141 teatri greco-romani, di cui più della metà è in buone condizioni: si potrebbe far scoprire l’Italia a tutti con gli spettacoli”.

Oltre al prologo di presentazione, infatti, a ogni spettacolo è collegata una app (si consegna il QR code agli spettatori all’ingresso) che descrive luogo e spettacolo in ogni particolare. E grazie alla collaborazione con il laboratorio ArcheoFrame dell’Università IULM di Milano, si realizzerà un video sui luoghi e gli spettacoli che poi continuerà a farli conoscere nel mondo. Anche per questo ‘Teatri antichi nostri contemporanei’ è uno dei progetti speciali della Direzione spettacolo dal vivo del Mibact.

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Anna Bonaiuto leggerà i miti romani venerdì 30 giugno al teatro di Ostia antica

Teatro sociale

“Siamo un’impresa sociale” conclude Marinelli. “Quindi senza scopo di lucro, ma anche con finalità sociali ben precise. La promozione dei nostri beni culturali e lo sviluppo dei territori, è una di queste”. E poi la formazione teatrale per giovani professionisti, l’impulso ai videogiochi a fini didattici e di promozione turistica, e soprattutto l’uso del linguaggio teatrale per favorire l’inclusione sociale. L’ultimo progetto di Q Academy, a San Chirico Raparo vicino Matera, ha visto il coinvolgimento del Teatro delle Albe e della sua non scuola, per stimolare minori migranti non accompagnati a raccontare ed elaborare la propria esperienza. Assieme a loro coetanei del paese, si sono misurati con le Argonautiche di Apollonio Rodio, e il loro Vello d’oro era ben più prezioso della proverbiale pelle di caprone: era riuscire a sentirsi di nuovo a casa, aver trovato una nuova comunità a cui appartenere.

Del progetto ‘teatri antichi’ Archeostorie è media partner: è curiosissimo di vederlo in scena, e ve lo racconterà passo passo sul Magazine e sui social. Stay tuned!

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