Savefaragola: quando l’archeologia diventa un gesto ribelle

Savefaragola
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Accadeva un anno fa. Il sito archeologico della villa romana di Faragola, in provincia di Foggia, nella notte tra il 6 e il 7 settembre veniva divorato dal fuoco. Distrutto. E pare che l’incendio sia stato di natura dolosa, anche se a tutt’oggi non si sa nulla delle cause o dei colpevoli.

Oggi, a un anno di distanza, mentre le cronache e l’opinione pubblica non serbano quasi più memoria di quella tragedia, il progetto Savefaragola punta di nuovo i riflettori su quel luogo di enorme importanza archeologica. Come? Con una maratona di visite guidate in tante località ‘archeologiche’ d’Italia (qui la mappa aggiornata) che –fino al 30 settembre– mira a raccogliere fondi da destinare al recupero dell’area archeologica. Per farla rinascere. Per scongiurare il rischio che cada nell’oblio.

Savefaragola è dunque il gesto ribelle di chi non si lascia intimidire. Risponde alla distruzione e alla violenza con la divulgazione scientifica e la sensibilizzazione della gente. Chi partecipa alle visite guidate di Savefaragola diventa un dissidente, un libero pensatore, un individuo che oppone il suo rifiuto al degrado e alla criminalità legata ai beni culturali del nostro paese. Il suo è un atto prima di tutto etico, che richiede coraggio perché quello del ribelle è un gesto che porta l’individuo fuori dal coro. Ma soprattutto mette chi lo fa in opposizione ai suoi simili e a un sistema di indifferenza che normalizza ormai il nostro vivere comune.

Savefaragola, prove di mecenatismo 2.0

Savefaragola è frutto dell’incontro tra una associazione di professionisti della cultura, The monuments people e una startup digitale, Guido tour sharing, che opera nel turismo culturale con lo scopo di diffondere pratiche collaborative (tour sharing) e mettere in contatto guide professioniste (turistiche e museali) e turisti individuali, per favorire un turismo più inclusivo e accessibile.

Come fondatore di Guido, intendo dimostrare che si può fare innovazione attraverso il digitale per attivare nuovi comportamenti culturali. Savefaragola è quindi per me un esperimento d’innovazione sociale nel campo del fundraising. Insieme a The Monuments People, noi di Guido vogliamo cambiare il modo di fare mecenatismo attraverso pratiche di crowdfunding ‘attive’ e ‘social’.

Savefaragola si basa su due principi cardine:

Chi dona riceve subito. Oggi le donazioni online rendono semplice questa pratica permettendo a tanti progetti no profit di raccogliere fondi attraverso SMS o bonifici elettronici. Chi lo fa spesso si limita a leggere un’informativa sulla causa da sostenere. Al contrario, Savefaragola vuole introdurre un principio attivo di partecipazione e di immediato giveback. La donazione consente di partecipare a una visita guidata, un’esperienza culturale sul campo, e donare diventa quindi un modo di formarsi e di crescita personale, oltre che un sostegno a una iniziativa benefica.

Chi dona (ri)trova un amico. Vogliamo rendere il ‘dono’ un gesto contagioso, la solidarietà una esperienza collaborativa. Per questo chiediamo a tutti di partecipare portando un amico. C’è qualcosa di ‘umano’ nel condividere le proprie buone cause e Savefaragola vuole incentivare questo comportamento. Inoltre, il meccanismo del tour sharing permette a tanti individui diversi di aggregarsi a uno stesso evento culturale, il cui format prevede sempre un momento conviviale a fine visita per favorire dinamiche sociali attorno al patrimonio ‘sostenuto’.

Il ricavato viene devoluto all’Associazione Apulia Felix, attivamente impegnata nel recupero del sito archeologico di Faragola.

Come funziona

Sostenere Savefaragola è semplice:

1. Scegli un evento dal portale www.iloveguido.it nella pagina dedicata al progetto;
2. Porta un amico e passa parola. Chi non può partecipare, può anche scegliere un tour e donarlo a qualcuno. Così da fare felici due persone: chi dona e chi lo riceve!
3. Il format, denominato Illuminati ad arte, prevede che l’esperienza si svolga al
crepuscolo per poter utilizzare candele, fiaccole, lanterne e chi più ne ha più ne metta, per
l’illuminazione dei monumenti scelti!

Savefaragola: l’archeologia accessibile

Poiché l’archeologia non è mai solo studio di antichi oggetti ma è anche identità sociale, Savefaragola vuole dimostrare che l’archeologia può fornire un miglioramento concreto delle condizioni di vita in campo sociale e culturale. Savefaragola è un programma educativo animato da professionisti della cultura che mettono in campo le proprie competenze e donano gran parte del ricavato a favore del recupero e la valorizzazione di un bene culturale. Attraverso uno storytelling autorevole, si propone come alternativa alle trasposizioni contraffatte e volutamente accattivanti della storia che rischiano spesso di essere le uniche informazioni usufruite dalla comunità.

L’archeologia, in quanto ricostruzione del rapporto fra l’uomo e il territorio, “è testimonianza e documentazione delle scelte del nostro passato e premessa per quelle del nostro futuro” (Giovanni Maria Flick). Savefaragola si pone come occasione collettiva e dal basso per attuare sul campo un’archeologia pubblica che sappia conciliare la conservazione con la fruizione comune del nostro patrimonio storico e culturale, e si ponga come momento di riflessione attiva sul significato sociale di quel patrimonio.

Fallo anche tu

Le guide, i musei e le aree archeologiche che ancora volessero inserire dei propri itinerari per sostenere Savefaragola sono i benvenuti. Scrivete a:
Ilario de Biase: info@iloveguido.com – www.iloveguido.it – 338124370
Gruppo facebook “Amici di #savefaragola”.

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