Giuliano Volpe lancia gli Stati generali della gestione del patrimonio culturale dal basso

Dopo le vicende che hanno coinvolto la cooperativa La Paranza di Napoli, Giuliano Volpe lancia gli Stati generali della gestione del patrimonio culturale dal basso

Giuliano Volpe
Giuliano Volpe

Oggi affrontiamo un tema importante, e cioè quello della valorizzazione dei beni culturali dal basso, cioè le iniziative popolari di valorizzazione dei beni culturali. Ne parliamo perché recentemente una di queste iniziative è stata messa a rischio dalle istituzioni.

A Napoli, nel Rione Sanità, una delle zone più popolari della città e forse anche delle più difficili per via della situazione di emarginazione sociale, un gruppo di sei ragazzi nel 2006 ha costituito una cooperativa per valorizzare le Catacombe di San Gennaro e san Gaudioso. La cooperativa si chiama La Paranza e la sua fondazione è stata possibile grazie all’impegno del parroco Don Antonio Loffredo.

I ragazzi hanno saputo far conoscere le catacombe al punto che i visitatori sono cresciuti in modo esponenziale e la cooperativa oggi dà lavoro a più di 50 soci. Qual è allora il problema? Che proprio in questi giorni, il Vaticano ha chiesto alla cooperativa la royalty dovuta del 50% degli introiti e con valore retroattivo, impedendo di fatto alla cooperativa La Paranza di potersi autosostenere.

A seguito di questa vicenda Giuliano Volpe, archeologo dell’Università di Foggia, nonché presidente emerito del Consiglio superiore Beni culturali e paesaggistici del MiBAC, ha lanciato l’idea di istituire gli Stati Generali della gestione del patrimonio culturale dal basso. Ecco cosa ci ha raccontato.

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