Vico esclamativo: le storie dei ragazzi del Rione Sanità di Napoli. Una rivoluzione sociale

Il “miracolo” del Rione Sanità di Napoli non sono le molte nuove attività che hanno dato lavoro a tanti giovani, ma i ragazzi stessi e la loro voglia rivoluzionaria di cambiare. Ora un libro ne raccoglie le storie

Rione Sanità
Visite al Rione Sanità

Rione Sanità, visita guidata alle Catacombe di San Gennaro. Ci accoglie Miryam, una bella ragazzona dagli occhi buoni. Ci porta a visitare i due livelli delle catacombe e la tomba di San Gennaro. Si spiega a fatica, ma le cose essenziali le dice. Fa qualche errore storico ma nulla di grave. Poi con fare impacciato dice “beh, voi qui non venite solo a visitare le catacombe ma anche a conoscere noi, i ragazzi del Rione”. Noi che fino a ieri eravamo disoccupati e in strada, e ci siamo costruiti da noi il nostro lavoro.

È questo il miracolo della Cooperativa La Paranza, nata dodici anni fa da un gruppo di sei amici, ora diventati 27. Tutti ragazzi del Rione. “Riceviamo curricula da tantissimi laureati in beni culturali, ma preferiamo dare una possibilità a persone come Myriam – mi spiega poi Enzo Porzio uno dei fondatori – persone di qui che non hanno alternative, solo la disperazione. Hai letto online le nostre storie?”.

Avevo letto solo la sua. Poi ho letto anche le altre. E ora voglio leggere subito il libro appena uscito che le raccoglie tutte, Vico esclamativo di Chiara Nocchetti. Sono storie di ragazzi che non avevano nulla, spesso neppure un tetto. Solo il Rione come casa. E “fame”, “fame di qualcosa che non sapevo definire”, come dice Enzo. E l’unione, la solidarietà, la “paranza”, il gruppo. Null’altro.

La loro rinascita ha un nome e un cognome: don Antonio Loffredo, dall’anno 2000 parroco del Rione Sanità. Ha insegnato ai suoi ragazzi che una vita diversa è possibile. Ma soprattutto ha insegnato loro a scommettere su se stessi. Questa è la grande rivoluzione che ha innescato.

I risultati sono l’aspetto più visibile: apertura al pubblico delle Catacombe di San Gennaro e San Gaudioso che hanno già superato i 100mila visitatori l’anno, creazione della compagnia teatrale del Rione, dell’orchestra, uno studio di registrazione, due bed&breakfast, attività artigianali, una Fondazione che coordina le attività di tutti e reperisce fondi per tutti. Un quartiere che rinasce, si fa bello con bar e negozi di souvenir dove prima c’erano quasi solo spacciatori. Da ultima la casa editrice Edizioni San Gennaro che esordisce col libro dedicato proprio ai ragazzi.

Ma la cosa più bella, ciò che si “vede” davvero al Rione Sanità, la vera opera di don Loffredo sono proprio i ragazzi. “Abbiamo fatto tutto noi” dicono con orgoglio. Ed è vero. Loffredo non ha offerto loro un lavoro ma ha fatto molto di più, li ha messi in grado di costruirselo da sé. “Ci portava in viaggio -racconta Enzo- e poi ho capito che quei viaggi servivano a creare il gruppo, a insegnarci ad aiutarci l’un l’altro, a organizzarci, a valorizzare le capacità di ciascuno”. Lasciandoli sempre liberi di scegliere, di capire da sé come volevano dar sfogo alla loro “fame”.

Ce l’hanno fatta. Con grandi aiuti, certo, ma ce l’hanno fatta. In Cooperativa sono tutti uguali, e sono tutti pagati allo stesso modo. Il loro scopo è creare altro lavoro, diventare sempre di più, e aprire al pubblico altri luoghi storici chiusi.

Enzo parla da imprenditore consumato. Ha il piglio da manager, però con gli occhi che sorridono. E brillano. È convinto e la sua convinzione è contagiosa. E oggi al Rione Sanità lo credono tutti:“ogni pietra scartata può diventare testata d’angolo”.

Leggete il libro. Non potete non leggerlo.

 

Chiara Nocchetti
Vico Esclamativo. Voci dal Rione Sanità
Edizioni San Gennaro
pagine 120, euro 12

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