Racconti da museo. Storytelling d’autore per il museo 4.0

Racconti da museo

Bisogna raccontare, sempre di più e meglio. Il passato ha continuo bisogno delle nostre storie per conservarsi nel presente. Perché sono le storie a tenere in vita il mondo, a creare le comunità: abbattono le barriere della diffidenza, generano empatia, ci fanno scoprire mondi nuovi e qualcosa di nuovo anche su noi stessi. Ci spingono a riflettere su noi stessi, e di conseguenza ad agire per migliorare. Si dice che una civiltà che non racconta più storie, è destinata a frantumarsi e morire.

Nei musei, le storie danno vita agli oggetti, e ci fanno sentire il contatto diretto con la vita vera di altri mondi. Ci consentono, quasi, di dialogare con genti lontane nel tempo o nello spazio: un dialogo certamente virtuale ma non meno reale nelle nostre menti. E il dialogo, si sa, produce amicizia anche dove prima c’era diffidenza. Le storie ci aiutano ad abbattere gli stereotipi che sono il vero male del nostro tempo.

Raccontare, però, è un’arte: in realtà un misto di conoscenze, tecnica e arte. E quando il racconto entra in museo, le ultime due devono piegarsi alla conoscenza, essere al servizio del messaggio del museo. È un lavoro peculiare che comporta studio, lettura delle fonti, verifiche continue. È fantasia che deve seguire binari precisi, confrontandosi con le lacune della conoscenza e stimolando la curiosità e la ricerca.

Servono professionisti per raccontare i musei e i loro oggetti. Persone intrinsecamente ibride, capaci di narrare ma al contempo dialogare con la ricerca scientifica. È quel che s’intende col termine tecnico storytelling che, oggi abusato, ha in realtà una connotazione e un valore precisi. I nostri musei hanno grande bisogno di bravi storyteller che sappiano restituire la vita con la penna, i pennelli, la macchina fotografica, la cinepresa, la grafica, la realtà virtuale, i social media. Ogni strumento possibile, anche quello che ancora non c’è: perché l’importante non è lo strumento ma la storia.

Racconti da museo. Storytelling d’autore per il museo 4.0 (a cura di Cinzia Dal Maso, Edipuglia, 2018, pagine 252, euro 16) delinea le caratteristiche del ‘narratore da museo’ e le tecniche che deve mettere in campo. Realizzato dal team del Centro studi per l’archeologia pubblica Archeostorie®, si propone come prima guida per chiunque voglia cimentarsi nell’arte del racconto da museo. Chiunque voglia, grazie al racconto, creare attorno al museo una vera comunità.

INDICE

PRESENTAZIONE. “Custodire il passato per raccontarlo agli uomini di oggi”
Giuliano Volpe

INTRODUZIONE. Storytelling: perché?
Cinzia Dal Maso

LO STORYTELLING PER I BENI CULTURALI: IL RACCONTO
Mariangela Galatea Vaglio

RACCONTARE STORIE DI ARCHEOLOGIA AL MUSEO
Francesco Ripanti

NON SOLO NARRATIVA
Cinzia Dal Maso

UN LINGUAGGIO PER TUTTI: LE SFIDE DELLO STORYTELLING ACCESSIBILE
Elena Rocco, Giovanna De Appolonia, Raffaella Cavallo

ALLA RICERCA DELLA CREATIVITA’ PERDUTA. Ovvero cosa c’è dietro le quinte di un corto di computer animation, quando a realizzarlo è un archeologo
Giuliano De Felice

RACCONTARE, GIOCARE, IMPARARE LA STORIA
Antonio Brusa

INTRECCI DI STORIE: L’HISTORYTELLING NELLA DIDATTICA DELLA STORIA
Giuseppe Losapio

I MUSEI NARRANTI
Aldo Di Russo

INNOVAZIONE, TECNOLOGIA E STORYTELLING. Nuove forme di narrazione per il patrimonio culturale
Adele Magnelli

LO STORYTELLING E LE DURE LEGGI DEL WEB
Chiara Boracchi

SOCIAL MUSEUM: LA VOCAZIONE DI ESSERE APERTI
Sandro Garrubbo

Storytelling tour

Si è parlato di Racconti da museo a: Bari Libreria Laterza, Università di Bari, Università di Lecce, Foggia Museo civico, Università di Bologna, Università di Napoli, Firenze Salone dell’arte e del restauro, Roma Museo delle civiltà, Roma Museo di Villa Giulia per RomArché9, Ischia Biblioteca Antoniana, Cagliari Museo archeologico nazionale

Si parlerà prossimamente di Racconti da museo a: Roma Macro, Torino Palazzo Madama