In Val di Cornia, nuovi percorsi di visita a Populonia e San Silvestro

Grandi lavori nelle aree archeologiche della Val di Cornia per far sì che diventino sempre più accessibili e comprensibili da tutti

Panorama San SIlvestro
Sfruttamento del territorio antico e moderno: vista dall'alto della rocca di San Silvestro - foto Teodoro Teodoracopulos

Quest’anno i Parchi della Val di Cornia aprono la stagione in grande. Due importantissime novità cambiano radicalmente l’esperienza di visita all’Acropoli di Populonia e al Villaggio minerario medievale di San Silvestro. Chi già conosce queste meraviglie dove natura e cultura vanno a braccetto, dovrà programmare una nuova visita. Farà nuove scoperte. Sbalorditive.

Etruschi sul mare

All’Acropoli, finora la visita non rendeva giustizia di quella che fu l’unica grande città etrusca sul mare. Non lasciava percepire le dimensioni della città, la sua potenza che perdurò anche in età romana. Sulla spiaggia di Baratti arrivava il minerale dall’isola d’Elba, e lì veniva lavorato per poi prendere di nuovo il largo lungo le vie marittime dei commerci. E ancora lì, a ridosso della spiaggia, i ricchi industriali e commercianti etruschi si costruirono le proprie tombe ricchissime.

Oggi la spiaggia è uno dei luoghi più rinomati della costa toscana, dove però, tra un bagno e l’altro, affiora sempre qualche nuovo resto del passato. E la visita alle tombe alle spalle della spiaggia è una passeggiata immancabile. Come pure è un must salire sulla cima del promontorio che domina la baia, al borgo quattrocentesco di Populonia. Meno visitatori, invece, si avventurano tra i resti della città antica che stanno anch’essi sulla cima, proprio di fronte al borgo. Ma in futuro non sarà più così.

Val di Cornia, Logge Acropoli Populonia
Le cosiddette ‘Logge’ sull’Acropoli di Populonia – foto Teodoro Teodoracopulos

Acropoli rinnovata

Finora sull’Acropoli si vedeva bene una strada basolata, e si vedevano resti sparsi di tre templi, comprensibili quasi solo con l’aiuto di una guida. Ora invece è ricostruito il basamento di uno dei templi e la percezione è indubbiamente più chiara, anche se si potrebbe forse osare di più, magari lasciando entrare fisicamente i visitatori nel tempio.

Ma le vere sorprese sono altre. Ci si affaccia finalmente dalla sommità delle cosiddette ‘Logge’ ora consolidate, e si ammira un panorama assolutamente unico. Si vedono bene stanze e mosaici dell’abitazione ai piedi delle Logge, e si ammirano quegli ambienti – termali ma non solo – dove fu ritrovato il famosissimo Mosaici dei pesci ora al Museo archeologico di Piombino.

Poi sulla sommità del colle si ammira una capanna villanoviana perfettamente ricostruita che rende giustizia alle vicine buche di palo, unici resti del primo insediamento etrusco sul promontorio. Infine – vera meraviglia – si percorre un buon tratto della cinta di mura, scenograficamente in faccia all’Elba e al mare. Nel complesso, ora si ha finalmente una percezione della struttura della città, della sua articolazione, della sua ragione d’essere proprio su quella cime ventosa da cui si controlla per lungo tratto il mare.

C’è anche una nuova pannellistica a raccontare le novità, ma con grafica e testi poco chiari e puntuali, nonostante i bei disegni di Andrea Camerini. Sulla comunicazione si poteva sicuramente fare di più, ma incrementarla in futuro non sarà difficile. Ora era prioritario consolidare le antiche strutture portate alla luce negli ultimi decenni, e far sì che i visitatori ne potessero godere. Grazie a un importante finanziamento di Ales Spa, tutto questo è stato finalmente possibile.

Acropoli Populonia Mura
Rievocatori lungo le mura dell’Acropoli di Populonia – foto Teodoro Teodoracopulos

Medioevo da vivere

Come pure si sono riaperti al pubblico, alla rocca medievale di San Silvestro, tutti quei percorsi che negli anni erano stati progressivamente chiusi perché pericolanti. In questo caso è stata la Regione Toscana a finanziare un rigorosissimo lavoro di restauro delle antiche murature. Un lavoro di studio e recupero dei materiali antichi ma che assicura al contempo solidità e stabilità ‘moderne’.

Ora si raggiungono i quartieri ‘industriali’ sulle pendici del colle che da tempo non si visitavano più, e si ammirano nuove abitazioni ma aperte prima. Anche la chiesa del villaggio è tutta in sicurezza: chi sarà la prima sposa fortunata che vorrà pronunciare proprio lì il fatidico ‘sì’?

Chiesa San Silvestro
Villaggio minerario medievale di San Silvestro, la chiesa – foto Teodoro Teodoracopulos

Archeologia sperimentale

Infine c’è la casa ai piedi del colle, costruzione moderna che, rispettando rigorosamente i dettami dell’archeologia sperimentale, è stata realizzata tutta con tecniche antiche. Cercando di immaginare come certe cose si facessero in passato, e provando e riprovando fino ad arrivare alla soluzione ‘che funziona’.

Si è fatto così per la scelta delle pietre, per le fondamenta, la realizzazione della malta, la forma e l’inclinazione del tetto, il sistema di chiusura di porte e finestre, il focolare col suo tiraggio e lo sfogo sul tetto. Per tutto. Pare una casetta banale ma è il frutto di un lavoro colossale. E vicino a lei c’è sempre il fabbro a mostrare come si lavorassero i metalli in antico. A San Silvestro, ora più che mai, il Medioevo si vive davvero.

La rocca si raggiunge a piedi ma la passeggiata è facile e breve. E ora è dotata di un sistema di illuminazione che la renderà praticabile anche di sera. Da lassù i tramonti sono da sempre indimenticabili. D’ora in avanti, specie d’estate, lo saranno anche le notti.

Acropoli Populonia Casa Mosaico
Acropoli di Populonia, la domus ai piedi delle Logge – foto Teodoro Teodoracopulos

Modello Val di Cornia

Da decenni oramai la Val di Cornia è un modello. A livello mondiale. È il luogo dove, grazie alla lungimiranza dell’archeologo Riccardo Francovich, sin dagli anni Ottanta del secolo scorso la ricerca archeologica è stata concepita come motore di sviluppo economico. Lì non si intraprende uno scavo – da San Silvestro alle necropoli di Baratti all’Acropoli di Populonia – senza un’idea chiara sulla successiva valorizzazione dell’area.

Si è innescato così un circolo virtuoso che non si è ancora imposto come alternativa alla crisi dell’industria siderurgica locale – come Francovich immaginava – ma è già diventato una realtà molto importante. Nel 1993 i comuni della valle hanno costituito una società, la Parchi Val di Cornia Spa, a cui hanno affidato la costituzione e gestione di tutte le attrattive naturali e culturali dell’area.

Negli ultimi anni avevamo assistito a una sorta di battuta d’arresto della spinta e degli entusiasmi iniziali: l’imponenza dei compiti si scontrava con la fatica della gestione quotidiana. Ora la felice conclusione di due grandi opere che si attendevano da tempo, è un chiaro messaggio di ripresa. Che fa ben sperare per il futuro.

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