Ovidio paladino del maschilismo: un libro-denuncia di Donna Zuckerberg

Odiano le donne, le trattano come oggetti sessuali, e usano in modo distorto la storia antica, e soprattutto Ovidio, per legittimarsi. Un libro di Donna Zuckerberg indaga i meccanismi del maschilismo

Not All Dead White Men maschilismo
Donna Zuckerberg, Not All Dead White Men

Non solo Ovidio, ma soprattutto Ovidio. Sapevate che il poeta cantore dell’amore, è negli Usa l’araldo di tutti quei movimenti ‘white macho’, maschilisti e razzisti, che vengono categorizzati col termine generale di comunità Red Pill? La Red Pill è la pillola che nel film Matrix (1999) garantisce conoscenza, libertà e accettazione della realtà. Ma pare che questi signori conoscano solo la libertà propria e non quella altrui, e abbiano conoscenze assai approssimative: pigliano dai testi antichi gli slogan, parole slegate dal contesto, per piegarli poi ai propri voleri.

Così è accaduto al povero Ovidio e alle sue tecniche di seduzione, così come ai filosofi Stoici. Lo dimostra un libro uscito da poco negli Usa di Donna Zuckerberg (sì avete letto bene, è la sorella di Mark ed è una classicista): Not All Dead White Men. Classics and Misogyny in the Digital Age (Harvard University Press 2018). È un’analisi dettagliata di temi, argomenti, rivendicazioni dell’universo maschilista così come si esprime nel web e in particolare nel social medium Reddit dove pare che dia il meglio di sé.

Lì, dice Zuckerberg, si trovano maschi convinti che gli stupri siano un’invenzione femminile  e che le donne godano di non si sa quanti ‘privilegi’ di cui dovrebbero ovviamente essere private. Lì la storia del passato, opportunamente distorta, ha il valore di autorità legittimante. È un mondo pervertito e perverso di cui bisogna assolutamente svelare i meccanismi. Zuckerberg l’ha fatto per i gruppi statunitensi ma derive analoghe, maschiliste e ancor peggio razziste, sono ovunque tra noi. Fiat lux, è l’imperativo di Zuckerberg. Facciamolo nostro.

Qui la recensione del libro di Zuckerberg da parte di Sarah Bond:

Book Note | Not All Dead White Men — ANCIENT JEW REVIEW

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