La Marie Curie Alumni Association: che cos’è e cosa fa per gli archeologi

La Marie Curie Alumni Association segue da vicino le carriere di giovani ricercatori desiderosi di lavorare in un’ottica interdisciplinare. Anche in archeologia

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Alumni Marie Curie allo stand dell'Annual Meeting EAA a Maastricht

A vent’anni dalla loro nascita, sono 100.000 in Europa i ricercatori che hanno svolto attività nell’ambito delle Marie Skłodowska-Curie Actions (MSCA), inserite nel pilastro ‘Eccellenza Scientifica’ del programma europeo Horizon 2020. Le MSCA sono assegnate a proposte progettuali che superano una rigorosa selezione sulla base di precisi criteri di aggiudicazione e una competizione a livello globale. Le ricerche interdisciplinari e intersettoriali possono riguardare tutti gli argomenti: dalla ricerca umanistica a quella sanitaria sino alle nanotecnologie e alla robotica.

Anche dopo la conclusione dei loro progetti di durata biennale o triennale, i Marie Curie Researchers possono promuovere e valorizzare il loro pieno potenziale attraverso la partecipazione alla Marie Curie Alumni Association (MCAA), la comunità internazionale con sede a Bruxelles, che mira a favorire non soltanto gli scambi scientifici e la creazione di nuove reti di ricerca, ma anche lo sviluppo della carriera di una nuova generazione di ricercatori e di ricercatrici capaci di agire positivamente sia nella società che all’interno dello Spazio europeo della ricerca (European Research Area, ERA), realtà creata nel 2000 al fine di costituire un perno centrale dell’azione comunitaria per consolidare e strutturare la politica di ricerca a livello europeo.

Marie Curie Alumni Association a Maastricht: perché?

Fanno parte della MCAA numerosi vincitori di Individual Fellowships impegnati in diversi ambiti dell’archeologia, dall’età preistorica alla tarda antichità, dall’età classica all’archeomusicologia. Si tratta di una vivace e attiva comunità che si è incontrata dal 30 agosto al 3 settembre a Maastricht in occasione del 23rd Annual Meeting dell’European Association of Archaeologists (EAA).

Il tema dell’EEA 2017, che si è svolta nel 25° anniversario del trattato di Maastricht, rispondeva al motto Building Bridges, e a tale scopo l’Events and Network Working Group della MCAA ha offerto una sponsorship all’evento con lo scopo di contribuire a ‘costruire ponti’ non soltanto rafforzando la rete e le attività dei Marie Curie Researchers che sono anche membri della EAA, ma anche tra questi e i giovani ricercatori e ricercatrici che hanno preso parte alla conferenza (si vedono alcuni di loro nella foto). A tutti loro sono state fornite informazioni e ‘dritte’ sulla presentazione delle proposte in scadenza a settembre. Erano presenti anche alcuni potenziali supervisor coinvolti nella preparazione di progetti nell’ambito delle MSCA.

Uno degli obiettivi della partecipazione dell’Events and Network Working Group all’EAA riguardava lo sviluppo di nuovi presidi della MCAA con la creazione di chapters fuori dall’Europa e l’adesione all’Archaeology and Heritage Area Group. La presenza dello stand allestito nella grande sala delle esposizioni al MASS di Maastricht ha dato occasione ai Marie Curie Researchers di prendere parte a questo gruppo di lavoro dell’associazione e a un incontro durante il quale è stata programmata una sessione della MCAA al prossimo EEA 2018 che si svolgerà dal 5 all’8 settembre a Barcellona.

Nuove prospettive per gli archeologi

La sessione dei lavori riguarderà le prospettive offerte dalle Marie Skłodowska-Curie Fellowships nello sviluppo della carriera dei Marie Curie Researchers in campo archeologico. Inoltre, nella sessione saranno proposte le possibili soluzioni alle crescenti difficoltà incontrate dagli archeologi, e più in generale dagli studiosi delle Social Science and Humanities, nell’ottenere una posizione accademica stabile in Europa. Un ponte verso il futuro dell’archeologia.

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Archeomusicologa e ricercatrice Marie Curie. La sua ricerca riguarda il settore delle ‘Social Science and Humanities’ all’incrocio tra archeomusicologia e digital heritage. La natura interdisciplinare e intersettoriale di questo lavoro le ha consentito di ottenere la prestigiosa Marie Curie International Outgoing Fellowship finanziata dalle Marie Skłodowska-Curie Actions. Affianca all’attività scientifica quella dell’impegno nella Marie Curie Alumni Association di cui è Chair dell’Events and Network Working Group. Come Chair dell’Italy Chapter, invece, ha svolto iniziative tese ad agevolare la formazione di una nuova generazione di ricercatori creativi, innovativi e dotati di spirito imprenditoriale. Con questo fine organizza giornate informative sulle opportunità europee per la ricerca di eccellenza e l’internazionalizzazione. Per la sua attività scientifica ha ottenuto vari riconoscimenti, l’ultimo dei quali è lo ‘European International Women Inventors & Innovators Network Special Recognition Award 2017 for Ingenious & Innovative Achievements’. Nel 2016 le è stato assegnato il premio ITWIIN 2016 per la sezione ‘Donna Eccezionalmente Creativa’ dall’Associazione Italiana Donne Inventrici e Innovatrici. Si impegna costantemente a rendere i risultati della ricerca accessibili ai non addetti ai lavori partecipando a iniziative promosse dalla Commissione europea come la European Researchers’ Night e l’evento Science: It’s a Girl Think! Dirige la collana TELESTES. Studi e ricerche di archeologia musicale nel Mediterraneo ed è autrice di saggi e articoli. Fra le sue pubblicazioni: Coroplastica con raffigurazioni musicali nella Sicilia greca (Fabrizio Serra 2009), Il canto delle vergini locresi (Fabrizio Serra 2012) e Musica, culti e riti nell’Occidente greco (Ist. Editoriali e Poligrafici 2014). Con Clemente Marconi ha curato il volume Musicians in Ancient Coroplastic Art (Ist. Editoriali e Poligrafici 2016).
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