Bentornati a casa! In mostra agli Uffizi, tutti i successi dei nostri carabinieri dell’arte

Opere d’arte uscite illegalmente dal nostro Paese sono rientrate grazie ai “Carabinieri dell’arte” unico corpo al mondo specializzato nella difesa dei beni culturali. Agli Uffizi una mostra di capolavori diffonde la cultura della tutela del nostro patrimonio

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Phiale Mesomphalos dal territorio di Himera recuperata dai "carabinieri dell'arte" - foto mostra La tutela Tricolore
Potente. E’ questo forse l’aggettivo che meglio descrive la mostra La tutela tricolore. I custodi dell’identità culturale, in corso nell’Aula Magliabechiana delle Gallerie degli Uffizi (fino al 14 febbraio). Non solo perché i capolavori esposti sono di una forza e di una bellezza dirompenti, ma perché il desiderio di possederli ha innescato un meccanismo veramente potente di lotta tra il bene e il male: tra chi ha voluto possederli a tutti i costi, facendoli uscire illegalmente dal nostro Paese, e chi li ha riportati in patria per difendere i diritti dei legittimi proprietari, cioè tutti noi. 
   
Non serve essere archeologi o storici dell’arte per sentir vibrare le corde di fronte al gruppo scultoreo della Triade Capitolina, alla bellezza senza tempo del Volto d’avorio o alla raffinatezza della Phiale aurea. Come pure è istintivo emozionarsi davanti alla splendida Avarizia di Francesco Furini, alla superba tavola del Bronzino con Pigmalione e Galatea o al grande cratere con Europa rapita dal toro, in cui ogni dettaglio è un piacere per lo spirito.  
Eppure erano riusciti a portarceli via, lontano dal cuore. Capolavori unici passati dalle mani dei tombaroli a quelle dei ricettatori, quindi dei trafficanti internazionali, fino ai mercanti d’arte e alle case d’asta, più o meno consenzienti. Erano entrati a far parte di collezioni straniere, di singoli collezionisti o di grandi musei; erano sparsi in tutto il mondo, da Londra a New York, da Copenaghen a Boston, da Los Angeles all’Ohio. Ma adesso finalmente sono tornati a casa, e questo grazie ai ‘Carabinieri dell’arte.’
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La mostra “La tutela Tricolore. I custodi dell’identità culturale”

   
Infatti la mostra agli Uffizi celebra con grande efficacia l’impegno che il Comando Tutela Patrimonio Culturale dell’Arma dei Carabinieri mette in campo per compiere la propria missione di tutela e salvaguardia del nostro patrimonio culturale. È merito loro se oggi possiamo ammirare con sollievo e orgoglio questi capolavori di nuovo a casa nostra.
Fondato nel 1969, il Comando Tutela Patrimonio Culturale è stato il primo reparto di polizia al mondo a essere istituito per proteggere i beni culturali di una nazione e svolgere attività investigative finalizzate al recupero di opere rubate, provento di scavi clandestini o illecitamente asportate. Dal 2001 è inserito tra gli Uffici di diretta collaborazione del Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo.
A oggi il Comando conta circa 300 carabinieri distribuiti sul territorio nazionale in 15 Nuclei, oltre a un ufficiale operativo presso l’UNESCO. Le opere recuperate sono circa 1milione e 100mila e la loro banca dati ‘Leonardo’ è il più grande database al mondo di beni culturali illecitamente sottratti.

La mostra è articolata in otto sezioni e racconta vicende di sottrazioni, salvataggi e restituzioni. Ogni sezione espone opere e oggetti rappresentativi di un determinato tema o avvenimento.
Dal Crimine contro l’arte, dove sono esposte opere danneggiate, o distrutte, durante l’attentato terroristico in via dei Georgofili, all’azione di Rodolfo Siviero, agente segreto e storico dell’arte, protagonista di un’intensa attività diplomatica con il governo tedesco, per ottenere la restituzione delle opere italiane trafugate nel corso della seconda guerra mondiale.
Al patrimonio archeologico sono dedicate varie sezioni che presentano i reperti restituiti dopo il memorandum d’intesa tra Italia e Stati Uniti del 2001, i recuperi effettuati grazie alla pressante attività investigativa dei Carabinieri, fino alle opere esposte in Italia per la prima volta, come il celebre Carro di Eretum e la Peplophoros della collezione Torlonia.
Non mancano citazioni agli attacchi contro il patrimonio culturale causati dai numerosi conflitti in atto nel bacino del Mediterraneo e all’attività dei Caschi blu della cultura, la task force internazionale istituita dal governo italiano in accordo con l’UNESCO, per intervenire in aree di crisi a tutela del patrimonio culturale mondiale. Di particolare interesse per noi di Archeostorie è la sezione dedicata ai comportamenti virtuosi e rispettosi della legge, tenuti da alcuni cittadini protagonisti di scoperte fortuite. Questa parte, seppur marginale nella trama della mostra, rivela la consapevolezza della necessità di aprire al pubblico la riflessione sui beni culturali, sia normativa che istituzionale, affinché anche i cittadini riconoscano il proprio ruolo di custodi di questa eredità.
Anche il messaggio che la mostra vuole lanciare è, dunque, potente. È vero che i  ‘Carabinieri dell’arte’ sono i custodi della nostra identità culturale, ma è altrettanto vero che la cultura della difesa e della conservazione del patrimonio nazionale deve appartenere a tutti: musei, forze dell’ordine e singoli cittadini, così come sancito dall’articolo 9 della nostra Costituzione: “La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.

La tutela tricolore.
​I custodi dell’identità culturale

Firenze, Gallerie degli Uffizi – Ingresso gratuito dalla porta 2
fino al 14 febbraio 2017

martedì-domenica, ore 10-17 – visite guidate su prenotazione

Info e prenotazioni: Firenze Musei 055 290383-294883, firenzemusei@operalaboratori.com

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