1 commento

  1. Ma dove sta veramente la notizia?
    Dunque vediamo: ci viene riportato che una Università italiana nel corso di una missione archeologica che dura dal 2012, in una parte del mondo dove pressappoco dalla fine della Prima Guerra Mondiale le cronache segnalano una serie tragica di ingiustizie e di violenze, mentre non (dicono non) cercava il luogo della famosa antica battaglia di Alessandro Magno, in definitiva non (dicono non) è detto che l’abbia trovata, forse sì ma ad essere onesti nemmeno loro sono sicuri.
    Il pallino sulla cartina dei nostri libri di storia in fondo era già da qualche parte e voglio vedere chi si accorgerà del riposizionamento.

    Però quella Università (nel mentre che svolgeva le proprie funzioni istituzionali): ha costruito una rete importante di relazioni internazionali, ha teso una mano verso popolazioni messe come sappiamo, ha gettato le basi per una tutela archeologica locale e per la formazione di figure locali con esperienze di tecniche archeologiche e di conservazione moderne, soprattutto –e questa a me sembra una genialata in grado di sortire effetti anche diplomatici- ha lanciato non per la faccenda della storica battaglia ma per un complesso di evidenze archeologiche importanti materialmente attestate l’idea di una candidatura UNESCO che a prima vista sembra avere pochissime probabilità anche solo a livello di “Tentative List” ma che in qualsiasi passaggio internazionale forzerà tutto il mondo a scoprire le carte di chi è a favore e chi contrario.
    E tutto questo in un posticino che fra il 2012 ed oggi non è che sia stato proprio comodo comodo e fino in fondo sicuro sicuro, no?

    Possiamo dire chisseneimporta di Alessandro Magno, o siamo proprio sempre condannati a veder prevalere il sensazionalismo?

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