Arcadia, storia di un’amicizia tra archeologhe diventata lavoro

Giocare con bambini e famiglie nel nome dell’archeologia: storia di Arcadia, nata quel giorno davanti all’ufficio della prof.

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Arcadia
Arcadia: i protagonisti

Giugno 2015, tre archeologhe e quello che potrebbe definirsi un semi-serio incontro di cervelli.

Eravamo davanti lo studio della prof in attesa del ricevimento, pronte a parlare delle nostre tesi, ormai finite. Un po’ meno pronte, però, lo eravamo sul futuro e su quello che avremmo fatto dopo l’università. Avevamo poche certezze: la nostra amicizia e l’amore per l’archeologia. “Qualsiasi cosa sceglieremo di fare, cerchiamo di non dividerci; siamo troppo unite e, se riusciremo a lavorare insieme, sicuramente sapremo usare al meglio i nostri punti di forza”.

Così tra una chiacchiera e l’altra è nato un vero e proprio archeo-progetto fatto da archeologia, arte e famiglie! Eccoci allora: Marilina, Valentina, Marialuisa e un sogno da rendere realtà!

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Disegnando il logo di Arcadia

Prima tappa: il nome

“Avremo bisogno di un nome che richiami alla memoria un luogo in cui grandi e bambini possono riscoprire le arti e la cultura, e faccia comprendere il loro importante valore”.

“Arcadia, potremmo chiamarla così!”. Quale ambiente bucolico e armonico migliore di questo! “Però dovremmo aggiungerci qualcosa, a me sembra un po’ incompleto”.

“Partiamo da quello che vorremmo trasmettere, l’amore per la storia, le nostre radici”.

In coro: “Le radici sono il nostro futuro!”.

Mentre Valentina si occupava del logo scegliendo tra tonalità di rosso e declinazioni di verde, Marilina si occupava di tutta la parte burocratica: documenti, iscrizioni, codici e tante, tante pagine fitte di scrittura.

L’amicizia e la fiducia sono sempre state alla base del nostro progetto, e per questo Marialuisa ha poi chiamato Salvatore e Chiara a condividere con noi questa nuova esperienza.

Ecco dunque pronta l’associazione culturale Arcadia: le radici sono il nostro futuro, fondata da tre archeologhe e arricchita da due archeo amici!

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Giocando sulla via Appia con Arcadia

Seconda tappa: i progetti di Arcadia

Per pensare bene a quello che volevamo fare e al modo migliore per realizzarlo, abbiamo scelto di farci ispirare dalla città più bella del mondo: Roma. Abbiamo passeggiato per la Capitale, perdendoci tra i vicoli e riposandoci nelle ville. Abbiamo vistato musei e ci siamo divertiti come solo un gruppo di amici può fare. Ecco allora accendersi la lampadina dell’idea geniale!

“Sapete cosa manca a Roma? Le risate dei bambini che giocano e si divertono con le sue meraviglie”. “E se li portassimo a giocare con noi?! Sarebbe bellissimo, grandi e piccini insieme!”.

A volte, però, anche i sogni si scontrano con la realtà e le cadute possono far male. Farsi conoscere in una città così grande non è facile, abbiamo dovuto lavorare sodo e farci forza vicenda. Non ci siamo arresi ed è arrivata la prima occasione in cui poter organizzare un vero e proprio evento: nel corso dell’Appia day, in programma per l’8 maggio 2016, gli arcadici organizzano Appia Family!

Nella magnifica cornice del parco dell’Appia Antica, abbiamo giocato con le orme dei primi cristiani che sfuggivano dalle persecuzioni, e ci siamo divertiti a decifrare gli indizi lasciati da San Sebastiano. Non potevamo credere ai nostri occhi: tante famiglie felici ascoltavano le nostre spiegazioni e sorridevano con le nostre attività. Permetteteci di dirlo con un pizzico di orgoglio, è stata davvero una grande soddisfazione.

Questo è stato il nostro trampolino di lancio, e una volta in volo, abbiamo continuato a ideare e organizzare eventi, visite e attività in cui le famiglie potessero divertirsi. La cosa più bella, però, è stata che a ogni nuovo evento ci divertivamo anche noi con loro.

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Archeogiochiamo al museo

Domande ad Arcadia

Per raccontarvi meglio la nostra storia ci siamo fatti intervistare dalle nostre mascotte: M’Arte e Pandora (le vedete nella foto di copertina assieme a noi).

Come nasce un progetto di Arcadia?

I progetti e gli eventi di Arcadia nascono dal desiderio di far scoprire e apprezzare le meraviglie che la storia, l’arte e l’archeologia ci hanno tramandato. Noi di Arcadia pensiamo che il nostro futuro sia nelle mani dei bambini e ci piacerebbe che fossero sempre liberi di scoprire il mondo attraverso ciò che più amano fare: giocare. Ecco perché nei nostri eventi soprattutto si gioca e ci si diverte! Viaggiare con Arcadia, vuol dire partire con la propria famiglia e percorrere una strada che porterà ad ammirare ciò che di bello abbiamo intorno, senza mai annoiarsi, riponendo nella propria valigia emozioni nuove.

Come si impronta la comunicazione archeologica con bambini e famiglie?

Arcadia ha pensato a una formula di comunicazione diretta ed efficace, basata sulla semplicità di linguaggio, il divertimento e l’interazione tra piccoli e grandi. La comunicazione diventa così uno scambio reciproco di osservazioni, curiosità e aneddoti divertenti, accrescendo la relazione tra i vari bambini e le rispettive famiglie.

Come si fa a trasmettere ai piccoli la stessa passione che abbiamo noi per l’archeologia?

La chiave è la curiosità: ogni bambino è animato dalla voglia di farsi delle domande e scoprire le risposte, la stessa curiosità che spinge noi archeologi nella ricerca. Rispondendo in maniera chiara e semplice veniamo incontro alle esigenze dei bambini e li sproniamo a porsi nuove domande ancora più intriganti e approfondite, proprio come gli archeologi sul campo.

Quali sono i punti di forza per un futuro in cui vivono insieme archeologia e bambini?

Noi puntiamo sulla curiosità dei bambini, sulla conoscenza attraverso il gioco e sull’azione concreta. Ai bambini non basta guardare e ascoltare, a loro serve toccare, costruire e smontare, disegnare e correre. Senza questo elemento i bambini continueranno a vedere l’arte e l’archeologia come qualcosa di noioso e da non toccare e i musei solo luoghi freddi e pieni di divieti.

Quello che cerchiamo di far capire ai bambini, e per cui abbiamo cominciato a lavorare in questa direzione, è che l’archeologia è qualcosa che ci circonda (soprattutto nella nostra città), non è noiosa né vecchia ma può essere divertimento e scoperta.

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Con Arcadia a Villa Torlonia

La parola alle famiglie

Queste potrebbero sembrare solo tante belle parole dette da noi, per farci pubblicità, ma vi assicuriamo che non è così. Per questo abbiamo chiesto a M’arte e Pandora di chiedere a due delle famiglie che ci seguono da più tempo di dirci cosa pensano di Arcadia. E allora, parola alle famiglie!

 

Vi presentiamo la famiglia Allione, composta da Adriano, mamma Simona e papà Andrea.

Adriano: “La prima volta che abbiamo partecipato a un evento di Aradia, mi è piaciuto tantissimo perché le attività erano molto interessanti e i giochi molto divertenti. I ragazzi di Arcadia sono tutti simpatici”.

Simona e Andrea: “Le attività sono ben studiate considerando l’età dei bimbi che partecipano alle uscite. Gli archeologi sono molto preparati e hanno un buon modo di rapportarsi ai bimbi facendoli appassionare alle cose che vedono. Arcadia è un’associazione frizzante e riesce a coinvolgere grandi e piccoli con competenza, semplicità e dolcezza. Un’esperienza che raccomandiamo a tutti i nostri amici con bambini”.

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Il Medioevo nascosto a Santa Prassede

 

Vi presentiamo ora la famiglia Martella, composta da Nicola, il piccolo Riccardo, mamma Silvia e papà Paolo.

Silvia: “Se passeggi sul Lungotevere non ti colpisce solo la poesia di Ponte Sisto, il Corpo di San Pietro che si riflette sul fiume, tra le arcate, o l’affaccio timido di Trastevere da piazza Trilussa. Innumerevoli cartoline che la città eterna offre al suo ammiratore.

Se non stai attento passeggiando, anche sulla Nomentana, magari cercando Sant’Agnese e Santa Costanza, inciampi e forse cadi; ma sai perché? Hai guardato in alto, o a destra o a sinistra, ma hai trascurato la terra: le radici degli alberi centenari che rinfrescano la città.

Le nostre passeggiate? Visite? Momenti di gioco? Ecco, queste nostre esperienze con Arcadia, le descriverei proprio così: si parte (sempre avendo in mente che i primi fruitori sono i bambini) dal basso, dalle radici e poi, solo poi, si guarda in su.

Attraverso questi due anni di domeniche, o pomeriggi del sabato, trascorsi ad ammirare basiliche, mausolei, catacombe, ville, fori, mercati, musei, antiche strade etc. i nostri bambini hanno messo su, ‘come i pini di Roma’, delle belle radici.

Hanno imparato, più o meno, chi erano i loro antenati, come vivevano, di cosa e per cosa!

Conosciamo il passato per leggere il presente e proiettarci nel futuro. Questo, come genitore mi ha spinto a seguire l’associazione Arcadia. E non è solo il loro motto!

Dice il saggio che occorrono radici da cui partire e ali con cui volare. Mi auguro, e credo di non essere l’unica, che questo giocare (è con i giochi che i bambini esplorano durante tutte le visite effettuate) possa essere non solo, e non tanto, una buona base per studiare da grandi.

Il mio desiderio, immagino comune a tutti i genitori, è che questo conoscere il passato, le bellezze e le gesta, aiuti i nostri figli a non cadere gratuitamente, a non inciampare distrattamente, ma proprio ri-conoscendo le radici, sapendo cosa ci ha preceduto, da lì possano partire, come da una solida base, per andare liberi e sicuri nel mondo. Grazie a tutto il gruppo”.

Nico: Con Arcadia ho visto molti luoghi culturali come il Foro Romano, il Campidoglio, la Villa Adriana, il Museo preistorico etc.

Le uscite con Arcadia sono ben organizzate. Prima di entrare ci dividono in squadre e poi ci spiegano le cose in base a dove ci troviamo. Durante le visite facciamo dei giochi a squadre e alla fine ci danno un oggetto come ricordo speciale di quella visita.

La visita che mi è piaciuta di più è stata la prima, a Villa Borghese, perché là ho conosciuto tanti amici nuovi e ho fatto una nuova esperienza. Quello che mi piace di più di queste visite è sapere nuove cose divertendomi. Per me queste esperienze sono fantastiche e spero di farne molte altre.

Speriamo che la nostra storia vi sia piaciuta e che siamo riusciti a trasmettervi almeno un po’ dell’amore che mettiamo nei nostri progetti.

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Marilina, Valentina e Marialuisa: le tre socie fondatrici di Arcadia

Un’ultima domanda ad Arcadia

Le vostre attività vi consentono di ricavare uno stipendio per tutti voi?

Dal momento in cui abbiamo deciso di dare vita ad Arcadia, la questione economica è stato uno dei punti più delicati su cui ci siamo concentrati. Tutte le spese iniziali, quali tasse, bollettini vari, marche da bollo e una miriade di altre uscite che non avremmo mai immaginato esistessero, le abbiamo liquidate personalmente noi tre, e come si può ben immaginare, essendo tre neolaureate, non navigavamo nell’oro.  Durante i primi periodi di attività siamo state attente a gestire con meticolosità le casse dell’associazione e abbiamo fatto degli investimenti nei momenti più propizi, sempre con un occhio al futuro: molto di quello che c’è in Arcadia è frutto del nostro autofinanziamento.

Ci siamo poi date un tempo per capire come effettivamente ci saremmo trovati a lavorare tutti insieme, perché si sa, a volte anche i sogni più belli devono fare i conti con la realtà. Dovevamo capire se le nostre idee erano giuste. Abbiamo scelto di seguire, almeno nei primi tempi, la via della ponderatezza, perché non ci saremmo mai presentate in maniera approssimata al pubblico. Nella convinzione che ogni cosa può essere sempre migliorata, in questi primi due anni tutte le entrate sono state investite per migliorare la nostra offerta e per renderci seri e credibili agli occhi del pubblico. Non nascondiamo che invece, in questi ultimi mesi, ci stiamo impegnando per fare di Arcadia un vero e proprio e lavoro.

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Archeologa con la A maiuscola, amante della buona retorica, donna di carattere e legata alle proprie radici, è il presidente di Arcadia. Marilina è la fonte di conoscenze dell’associazione Arcadia, da quelle burocratiche a quelle oratorie. Si è laureata in Scienze dei beni culturali per il turismo e l’ambiente nel 2012 e in Archeologia Medievale nel 2015. È, inoltre, una guida turistica accreditata. Grazie alla sua duratura esperienza nel mondo dell’associazionismo nel suo paese d’origine, Massafra, ha saputo guidare e coordinare fin da subito lo staff di Arcadia, riuscendo a far esprimere al meglio tutto il gruppo, al fine di raggiungere obiettivi comuni e condivisi. Collega e amica esemplare, sicura delle proprie idee e continuamente pronta a nuove sfide, mettendo sempre tutta sé stessa e incoraggiando a migliorarsi costantemente. Con la sua determinazione e infinita passione per l’archeologia, Marilina è riuscita a rendere Arcadia un’associazione affidabile e di qualità.
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